Gigliola Cinquetti torna come ospite della finale sul palco dell’Eurovision Song Contest: le sue parole sulla competizione e sulla Russia.

Forse non ha ancora l’età per amare, chissà. Di certo Gigliola Cinquetti ha l’età per poter dire chiaramente, e senza troppi giri di parole, qual è il suo pensiero sull’attuale situazione politica e sul collegamento con uno spettacolo come l’Eurovision. “Anche gli artisti russi andavano invitati“, sentenzia la straordinaria cantante, che 58 anni fa strabiliava da Copenaghen il mondo intero conquistando la vittoria, a sedici anni, con la storica Non ho l’età, in un’intervista al Giornale. Una canzone che non è passata di moda, così come il suo volto e il suo modo di fare, elegante e lucido come quasi sei decadi fa.

Gigliola CInquetti commenta l’assenza della Russia all’Eurovision

Lo definisce un ritorno “gattopardesco“, il suo, la grande Gigliola. Quasi sessant’anni dopo è chiamata infatti ancora sul palco che l’ha resa grande, e nonostante il tanto tempo passato, tutto è cambiato senza cambiare veramente. Forse però una differenza rispetto a 58 anni fa c’è: l’Europa all’epoca era uscita da una guerra tragica, ma si stava riprendendo. Oggi invece è divisa da una guerra altrettanto atroce combattuta in Ucraina, nel cuore dell’Europa orientale.

Eurovision Torino 2022
Eurovision Torino 2022

Un conflitto che, secondo Gigliola, non avrebbe dovuto portare all’ostracismo di cui sono stati vittime i russi: “Noi facciamo musica e qui a Torino dovrebbero esserci anche loro, perché è importante non alimentare il vittimismo putiniano. E il vittimismo è la sostanza di cui si nutre chi vuole riscrivere la realtà“.

La visione europeista di Gigliola Cinquetti

Artista impegnata e donna di fine intelletto, Gigliola aggiunge che la storia avrebbe dovuto insegnarci che i conflitti sono stati risolti lì dove c’è stata la volontà di farlo. Ed escludere la Russia non è stato in tal senso un gesto di pace. Anche se, su questo è abbastanza realista, la cantante italiana è convinta che un artista russo, anche nel contesto dell’Eurovision, non avrebbe preso apertamente le distanze dal conflitto.

E non potrebbe essere altrimenti, visto che a Mosca in questo momento non c’è libertà, come in passato in altre parti del mondo: “Ho lavorato tanto nell’Europa divisa dal Muro, ho viaggiato e ho avuto il privilegio di farlo soltanto perché me lo consentiva la mia qualifica di artista. E allora ho potuto vedere da vicino la sofferenza di chi è privato della propria libertà“.

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ultimo aggiornamento: 13-05-2022


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