Renato Zero su Dagospia: “I talent? Non sono stimolanti”

Intervista a Renato Zero che domani sarà protagonista di uno show tutto dedicato in onda su Rai 1 e che è pronto a promuovere il disco in tour

Sabato sarà protagonista di uno spettacolo tutto dedicato a lui su Rai 1: Renato Zero ha raccontato il suo rapporto con il palco, il tour, svelato le sue idee sui talent e molto altro. Dagospia riporta l’intervista che l’artista romano ha rilasciato al Corriere della Sera. “A Sanremo quando fui ospite da Carlo Conti tremavo come una foglia. Sono rimasto anche io piacevolmente sorpreso da questo stato d’ animo: emozione e pathos non devono sparire mai, altrimenti ci limitiamo a essere dei replicanti”, ha detto Zero a proposito dell’ultimo Festival in cui è stato grande ospite. Poi uno sguardo sul mondo di oggi: “La rivoluzione più urgente è quella contro l’ individualismo: bisogna spegnere Facebook e cominciare a suonare di nuovo ai citofoni, chiacchierare al bar, avere rapporti fisici veri e non virtuali con le persone. Non mi piace questa solitudine così forzata, pilotata. La accetto se è scelta, desiderata. Non imposta”.

I talent? Non sono stimolanti

Sui talent: “Non li trovo stimolanti, perché io vengo dal Piper, da locali da quattrocento persone dove avevi un contatto costante e quotidiano con la gente, senza filtri, dove contava quello che la pelle trasmette. Oggi le cantine sono state tutte ermeticamente sigillate e il modo di crescere della mia generazione in ambienti fumosi e inospitali è un romanzo di formazione ormai scaduta. Però mi rendo conto che non ci sono più quelle opportunità. I talent show invece danno almeno una palestra e delle telecamere a chi spera di diventare cantante, sono diventati ormai un luogo dove i ragazzi mettono a fuoco le loro personalità, i loro gusti, le loro tendenze”.

Il pentimento non lo conosce

Poi Renato Zero parla di quel di cui va più fiero e di cui si è pentito: “Ho un cervello che ribolle sempre, non mi mancano idee, slancio, passione, come se avessi degli integratori naturali. I “muscoli” più importanti sono il cuore e il cervello, non la tartaruga sulla pancia. Il pentimento? Uno stato d’ animo che non conosco, è una croce. Non bisogna mai arrivare al pentimento, semmai all’ indecisione, alla ponderazione. Forse mi ha penalizzato la mancanza di fiducia e stima fino a un certo punto della mia carriera. Poi quando sono arrivati i consensi ho pareggiato i conti: senza quelle ferite probabilmente sarei cresciuto senza anticorpi”.

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ultimo aggiornamento: 16-09-2016

Ivana Crocifisso