Alla scoperta di Mario Biondi, dagli inizi al fianco di Ray Charles al successo

Perché i Green Day si chiamano così?

Dalla sua vita privata (custodita gelosamente) ai segreti della sua voce “black”, fino ai suoi più grandi successi: ecco a voi Mario Biondi.

Ingiustamente – e inspiegabilmente – sottovalutato in Italia, Mario Biondi è sicuramente uno dei nostri maggiori vanti nel mondo. Il cantante è considerato l’erede naturale dei mostri sacri della musica nera e, dopo essersi fatto una fama nel mondo, è emerso in Italia… quasi per caso! 

Scopriamo di più su Mario Biondi, fra i big in gara della sessantottesima edizione del Festival di Sanremo!

Mario Biondi: la biografia del cantante

Mario Biondi, all’anagrafe Mario Ranno, nasce e Catania il 28 gennaio 1971. Riceve dal padre, anche lui cantante, quei primi input che si trasformeranno presto nella grande passione per la musica. La sua prima esperienza canora è tutt’altro che scontata: all’età di dodici anni entra a far parte di un coro gregoriano, un dato questo che ci dice qualcosa sull’impostazione vocale originaria dell’artista. Il gregoriano infatti non è banale né da leggere sullo spartito né da eseguire: serve una certa disciplina artistica ed educazione vocale che evidentemente Mario ha iniziato a coltivare molto presto.

Ancora adolescente, Mario (non ancora Biondi) viene indicato come una delle voci più promettenti della Sicilia e non ancora maggiorenne si esibisce davanti a migliaia di persone nella piazza di Giarre.

La svolta nella vita (e nella carriera) del ragazzo avviene al “Tout Va” di Taormina: nel famoso locale si esibisce come spalla al fianco di grandi artisti della scena musicale internazionale. È qui che suona con Ray Charles, il quale al termine dell’esibizione va a complimentarsi con lui per il suo talento. E sarà questo il momento in cui l’artista capirà che per provare a sfondare nel mondo della musica dovrà, suo malgrado, lasciare l’amata Sicilia.

Così si trasferisce nel nord Italia, a Parma, fonda la sua prima band e diventa turnista di professione. Prima parte per una tournée negli Stati Uniti, poi arriva il fatidico 2004, anno di This is What You Are: qui di fatto la biografia di Mario Biondi lascia il posto alla storia del suo successo come cantante e compositore.

Mario Biondi: moglie, figli e vita privata

La moglie di Mario Biondi si chiama Giorgia Albarello, modella di origini venete nota per aver partecipato a Miss Italia nel 2007 arrivando in terza posizione (mica male il nostro Mario!). Dalla loro relazione, nel 2014, è nata Mia, settima figlia dell’artista. La coppia ha anche adottato a distanza altri due bambini.

I due hanno sempre mantenuto grande riservatezza sulla loro vita privata, tant’è che tutti i fan erano rimasti sorpresi dalle diverse interviste, nonché dai post e dalle foto della gravidanza pubblicate sui social dai due. Forse, per una volta, la coppia non è riuscita a contenere la gioia, sentendo il bisogno di dover urlare al mondo la felicità per l’arrivo di Mia.

Prima della bella “quasi Miss Italia”, tuttavia, il cantante ha avuto una storia di ben quindici anni con Monica Farina, dalla quale sono nati gli altri sei figli di Mario Biondi: Marzio, Zoe, Marica, Chiara, Ray e Louis Mario, due nomi, questi ultimi, non proprio casuali…

Ray, infatti, si chiama così in onore di Ray Charles, idolo indiscusso della storia della musica e grande amico di Mario che, come visto, ha avuto la fortuna di esibirsi con lui facendogli da spalla in diverse occasioni. Mentre per quanto riguarda Louis, il riferimento è al grandissimo Louis Armstrong

In un’intervista del 2012 rilasciata a Vittorio Zincone alla domanda se tutti i suoi figli fossero stati concepiti con la stessa donna, Mario Biondi rispose dicendo: “Ahi ahi. Evito l’argomento“, una frase che ha scatenato le curiosità dei più grandi appassionati di gossip. Ma poco dopo arrivò anche un post chiarificatore dell’artista, in cui pubblicamente dichiarò il suo amore per Giorgia, mettendo a tacere tutte le voci che già mettevano in discussione la sua attuale relazione.

Mario Biondi: il cantante con l’anima Black

Come ha spesso raccontato lo stesso Mario Biondi, lui per la sua carriera ha scelto la gavetta. Ha iniziato presto a fare musica e, come rivelato in un’intervista a RMC, ha anche deciso presto di voler fare il cantante:

A quindici anni dissi a mio papà che volevo fare il cantante di professione. Lui mi guardò come per dire ‘Di professione?? Ma ‘ndo vai!?“.

E in effetti il successo vero e proprio arriverà solo nel 2004 con il singolo This is what you are (2006), canzone inizialmente destinata al mercato asiatico e poi diventata tormentone europeo. Monopolizza radio e televisioni e di fatto in Giappone ci arriverà solo con i primi tour in Asia del cantante. A consegnare il suo nome e la sua musica a milioni di persone è stato il dj inglese Norman Jay, il quale scelse proprio uno spezzone di This is what you are come jingle della sua trasmissione su Radio Monte Carlo.

Proprio nel 2006 inizia la discografia di Mario Biondi: Handful of Soul, realizzato con la collaborazione dell’High Five Quintet, già presente ovviamente in This is What you are. L’album vince il disco di platino appena tre mesi dopo la sua pubblicazione!

Mario Biondi
FONTE FOTO: https://www.facebook.com/mariobiondiufficiale/

L’Italia scopre e finalmente inizia ad apprezzare la voce calda e profonda… insomma black, di Mario Biondi. In realtà anche dopo il successo il cantante resta maggiormente apprezzato negli Usa e in Giappone, dove lo definiscono il Barry White italiano. Il suo successo si è presto diffuso in Australia, in Giappone e in Russia, ma nel nostro paese continua a faticare a imporsi: in effetti la storia musicale italiana non ha mai premiato o portato alla ribalta la musica jazz, destinata da sempre a un pubblico di nicchia.

Il 2007 è la volta di I love you more, primo live album dell’artista. Nel febbraio 2009, invece, è ospite al Festival di Sanremo, dove duetta con Karima Ammar nella canzone Come in ogni ora. Nel corso della sua carriera si è esibito anche con Renato Zero nel brano Non smetterei più durante il tour di concerti Sei Zero. Nel novembre del 2009 esce il nuovo album di Mario Biondi, If. Tra le collaborazioni più importanti della sua carriera c’è sicuramente quella con i Pooh nella canzone Ci penserò domani.

Dopo Due, terzo lavoro in studio uscito nel 2011 e Sun, uscito nel 2013, il cantante tornerà in vetta alle classifiche con Beyond (2015) il disco di inediti che segue i due cd natalizi Mario Christmas e A Very Special Mario Christmas. Parlando di Beyond, Mario Biondi ha sottolineato la sua necessità di fare musica e soprattutto il suo bisogno di creare inediti per continuare a crescere e sperimentare nuove vie. Ecco le sue parole, riportate dal quotidiano Tuttosport:

Il ritorno a un album di inediti è una tappa fondamentale per cercare nuove strade musicali e scoprire dove si può arrivare. In Beyond trovate un po’ di tutto: il pop, il blues, le ballate romantiche, il jazz, il rock e persino il pop“.

E la voglia di scrivere canzoni a Mario Biondi non passerà nemmeno in Best of Soul, disco doppio uscito nel 2016 dove ben 7 brani su 22 sono inediti.

Ecco un video di Ci penserò domani dei Pooh e Mario Biondi:

Lo sapevi che…

Andiamo ora alla scoperta di alcune curiosità (musicali ma non solo) legate a Mario Biondi:

• Nel 2011 è stato scelto come testimonial d’eccellenza della splendida Mercedes SLS AMG, macchina che lo ha accompagnato a tutti gli eventi mondani e, ovviamente, alle presentazioni ufficiali. Il cantante non ha mai nascosto la sua grande passione per le automobili e, in particolar modo, proprio per le vetture della casa tedesca.

• Mario Biondi è uno dei pochi artisti che si è esibito live con due band… contemporaneamente! Affascinato dall’idea di esibirsi con ben due batteristi, l’artista ha pensato di farsi accompagnare di fatto da bue gruppi, uno acustico e l’altro elettrico.

• This is What You Are, di Mario Biondi e Alessandro Magnanini, è una canzone che nasce negli anni in cui il new jazz stava avendo molto successo soprattutto in Asia. Da qui l’idea di chiamare il progetto per lanciare in cantante in Oriente con il nome di Was A Bee, parafrasando la famosa salsa wasabi.

• Il suo artista preferito è Al Jarreau ma il cantante ha svelato di ascoltare davvero un po’ di tutto, sfatando così il mito di chi riteneva che lui, come altri nel suo genere, fosse molto selettivo se non bacchettone. Ecco una sua dichiarazione in merito, rilasciata a Tuttosport:

“Ascolto di tutto: apprezzo l’hip hop, il nu-soul, ma anche la chitarra di Dodi Battaglia e non mi precludo niente, neanche Lady Gaga… Ma Al Jarreau è stato il simbolo musicale dei miei anni di adolescenza a Catania. La sua capacità di transitare dal jazz classico al soul, per approdare alfine alla dance ha timbrato il mio modo di essere artista a 360 gradi“.

• Nella colonna sonora del telefilmSex and the City“, ci sono diversi brani tratti dall’album Whysky a Go Go, inciso da Biondi, Chicco Capiozzo e Michele Guidi.

• Mario Biondi vive (e lavora) in una casa del ‘600 che ha dentro anche… una cappella! Insomma, un gusto niente male!

FONTE FOTO: https://www.facebook.com/mariobiondiufficiale/

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ultimo aggiornamento: 28-01-2018

Nicolò Olia

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