Tutti gli artisti che hanno negato le proprie canzoni a Donald Trump

Donald Trump e la musica: ecco i cantanti che gli hanno negato le proprie canzoni

Tutti gli artisti che hanno negato la propria musica a Donald Trump: da Steven Tyler degli Aerosmith a… Luciano Pavarotti.

Che Donald Trump sia un personaggio che divide già lo si sapeva da diversi anni. Da quando è diventato presidente degli Stati Uniti, ufficialmente il 20 gennaio 2017, la sua figura è diventata una delle più celebrate da una parte del mondo, ma anche (o forse soprattutto) una delle più detestate da una vastissima schiera di hater, famosi o meno.

Tra questi non mancano anche artisti che, legati o meno da un rapporto di amicizia con Donald, hanno avuto da ridire sull’utilizzo di alcune proprie canzoni durante i suoi comizi. Ecco quali sono stati i casi più eclatanti di diatribe tra il presidente americano e i rappresentanti del mondo della musica.

Tutti gli artisti che hanno negato le loro canzoni a Donald Trump

Cominciamo da Steven Tyler, il mitico leader degli Aerosmith. A quanto pare, più volte ha lottato per far sparire la propria musica dai comizi del presidente. Già durante l’apertura della campagna per le Presidenziali, nel lontano 2015, Donald non si era negato la splendida Dream On. Nell’occasione, Tyler aveva subito mostrato il proprio disappunto sui social.

Inizialmente, il tycoon aveva accettato di togliere la musica degli Aerosmith dai suoi comizi, ma dopo qualche tempo è tornato a riproporla, portando il cantante ad adire le vie legali. Con buona pace dei membri repubblicani della band, alcuni dei quali pare siano anche filo-Trump.

Più controversa la vicenda che riguarda i rapporti tra Donald Trump e Neil Young. Il presidente americano è un grande fan del cantautore canadese (come anche degli Aerosmith), tanto da utilizzare durante la sua campagna elettorale Rockin’ in the Free World come colonna sonora del suo impegno politico.

Una scelta che infastidì l’artista, tanto da dichiarare che avrebbe preferito che ad usare la sua musica fosse Bernie Sanders, il rivale di Donald. Per tutta risposta il tycoon pubblicò una sua foto sorridente con Neil, e dichiarò di aver pagato una somma piuttosto ingente per avere i diritti d’uso della canzone. Inutile descrivere l’imbarazzo in cui si venne a trovare il leggendario cantautore canadese…

Se la vicenda con la musica dei R.E.M., dopo le prime polemiche di Michael Stipe e compagni, si risolse con un rapido, passo indietro del tycoon, più contorta è la questione con i Twisted Sister.

Delle icone dello shock rock Trump ama We’re Not Gonna Take It, e più volte l’ha utilizzata, con il permesso del leader Dee Snider. I due sono infatti amici, ma il cantante ha più volte espresso il suo dissenso per le idee politiche del presidente, e pare si sia pentito di avergli ceduto la propria canzone…

Un’amicizia di lunga data lega anche il tycoon con Elton John. Eppure, il leggendario cantante inglese gli ha vietato l’utilizzo di Rocket Man e Tiny Dancer. Uno sgarbo che il presidente gli ha comunque perdonato senza problemi.

Non sono amici di certo invece Trump e Brian May. Il chitarrista dei Queen ha più volte minacciato di adire le vie legali se il presidente continuerà a utilizzare We Are the Champions. Ma pare che in questo caso il tycoon voglia fare orecchie di mercante…

Non solo divieti. C’è chi si è spinto oltre, come Adele. La popstar britannica, dopo aver negato l’utilizzo di Skyfall e Rolling with the Deep, ha fatto una campagna contro il candidato repubblicano, invitando i suoi fan a votare per Hillary Clinton. Il suo endorsement non ha però avuto fortuna.

Più semplice la questione con i Rolling Stones, che hanno detto a Trump di non utilizzare le sue canzoni senza previa autorizzazione. Caso simile per Pharrell Williams, andato su tutte le furie per l’utilizzo in un comizio del 2018 di Happy. In questo caso, però, oltre alla mancanza dei permessi a far saltare i nervi dell’artista vi sarebbe la triste coincidenza di questo comizio piuttosto allegro con una strage in una sinagoga avvenuta poche ore prima.

E se non ci pensano gli artisti a negare il permesso a Donald Trump, spesso ci pensano gli eredi. È successo con quelli di Prince, che hanno vietato l’uso di Purple Rain, ma anche con George Harrison, i cui eredi hanno vietato la riproduzione durante i suoi comizi di Here Comes the Sun. In questo caso, con grande ironia, hanno però aggiunto che avrebbero concesso il permesso per il brano Beware the Darkness (Attenti all’oscurità).

E gli italiani? Ovviamente non potevano mancare anche rappresentanti della nostra canzone. In particolare, si tratta di Luciano Pavarotti. Il Nessun dorma del celebre tenore è un’aria per qualche tempo si è sentita risuonare durante i comizi del tycoon, fino allo stop degli eredi.

Di seguito una foto di Donald Trump in un post di Instagram:

ultimo aggiornamento: 14-06-2019