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Scontro tra Fedez e il Codacons: ecco cosa è successo

Fedez

Scontro tra Fedez e il Codacons: il rapper accusa l’associazione di aver creato una raccolta fondi fittizia.

Fedez attacca il Codacons, l’associazione replica minacciando una querela! Cosa sta succedendo negli ultimi giorni tra il rapper e l’associazione che difende i diritti dei consumatori? La questione è piuttosto complessa.

A quanto pare, l’artista avrebbe scoperto che il Codacons ha aperto una raccolta fondi per l’emergenza Coronavirus il cui ricavato non andrebbe ad associazioni benefiche, ma allo stesso Codacons, per sostenersi in questo momento di grave emergenza anche economica. Un’accusa grave cui l’associazione ha risposto per le rime!

Fedez contro il Codacons

All’accusa del rapper, un’accusa durissima, il Codacons ha risposto in primo luogo intimandogli di chiedere scusa per quanto affermato. Se le scuse non fossero arrivate entro poche ore, sarebbe scattata la denuncia.

Ma Federico non si è fatto intimorire, e su Instagram ha spiegato che non si spaventava delle minacce nemmeno quando non aveva un soldo in tasca, figurarsi ora che può permettersi di pagare avvocati che possano difenderlo.

Le scuse non sono dunque arrivate, e anzi il rapper ha continuato a sottolineare come la raccolta fondi dell’associazione sia ingannevole, visto che i soldi vanno direttamente nelle loro casse.

A quel punto, il Codacons ha precisato a un utente su Twitter che senza questo sistema non avrebbero potuto portare avanti le proprie attività, visto che in questo momento anche loro come molte altre realtà stanno vivendo una durissima crisi.

Questa la storia di Fedez in cui ha attaccato l’associazione che difende i diritti dei consumatori:

https://www.instagram.com/p/B-SB58iI5HD/

Il Codacons attacca Fedez

Attraverso il presidente Carlo Rienzi il Codacons ha quindi risposto a tutte le accuse del rapper, innanitutto ringraziandolo, perché con la sua ‘pubblicità’ nelle ultime ore sono arrivate molte donazioni a loro favore.

Fedez non ha capito niente, noi raccogliamo fondi per le denunce, diffide, ricorsi in questo momento d’emergenza“, ha spiegato Rienzi, che ha attaccato il rapper anche sul personale, “del resto stiamo parlando di gente che passa la vita dentro un armadio o in alberghi di lusso, vendono l’immagine di un bambino di due anni contro tutte le norme internazionali a tutela del fanciullo e che si vende l’acqua della fontana a 9 euro al litro”.

La questione è comunque ancora lunga e tormentata, e l’ultimo capitolo della storia arriva dal rapper, che ha twittato: “Il Sottosegretario al Ministero dell’Interno ha avviato accertamenti tramite la Polizia di Stato verso il Codacons. Ho dato un senso a 48 ore di mal di fegato. Grazie!“.

Quale sarà il prossimo passo del Codacons contro l’artista milanese, che negli ultimi giorni si è reso protagonista anche di concerti sul proprio balcone con amici come Emma e Andrea Bocelli?

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ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2020 12:31

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