Dall’odio verso il tè al ragno che ha preso il suo nome: conosci tutte le curiosità su David Bowie, il celebre Duca Bianco di Brixton?

Non c’è dubbio che alcune delle canzoni di David Bowie rimarranno per sempre fra i più grandi successi della musica internazionale. Heros, Space Oddity, Under Pressure, Life on Mars? sono solo alcuni dei titoli estratti dai tanti album registrati da Bowie, nato come Davide Robert Jones l’8 gennaio del 1947 e scomparso a New York il 10 gennaio 2016.

Musicista, provocatore, appassionato, artista a 360 gradi: David Bowie è stato questo e tanto altro, un uomo divenuto una vera e propria icona della musica internazionale e che nel corso della sua lunga carriera ha venduto più di 140 milioni di dischi, nonché scritto e suonato dal vivo più di 550 canzoni e registrato in studio 26 album.

Ma Bowie è stato anche capace di collezionare 41 nomination, 16 premi e una più che meritata stella sulla Hollywood Walk of Fame. La sua musica ha attraversato più generazioni e anticipato i tempi, influenzando e contaminando ancora oggi tantissimi generi differenti, che vanno dal pop al rock fino alla disco music di stampo anni Ottanta. Andiamo a scoprire alcune curiosità sulla sua carriera e la sua vita privata.

Chi era David Bowie: biografia e carriera

David Robert Jones, questo il vero nome di David Bowie, nacque a Brixton, nella zona meridionale di Londra, l’8 gennaio 1947 sotto il segno del Capricorno. La madre, Margaret Mary Burns, per tutti Peggy, era una cassiera che lavorava in un cinema, mentre il padre, Haywood Stenton Jones, era un militare tornato da poco tempo dal fronte.

La passione per la musica nacque in David molto presto. Già da bambino si avvicinò alle sonorità che provenivano dagli Stati Uniti, diventando un grande fan di Elvis Presley, ma anche di Fats Domino, Little Richard e gli altri grandi nomi della musica internazionale. Ma l’influenza più grande su di lui la ebbe Terry Burns, il fratellastro nato da una precedente relazione della madre (morto suicida nel 1985). Affetto da schizofrenia paranoide, fu una delle massime fonti d’ispirazione per la sua futura carriera.

David Bowie
David Bowie

Già diventato corista, molto presto David imparò a suonare il sassofono. Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta iniziò a inserirsi nel circuito musicale londinese, diventando immediatamente uno degli artisti più richiesti. Furono anni di esperienze fondamentali questi per lui, esperienze che lo portarono verso il 1967 a pensare di lanciarsi in una nuova avventura da solista. Avventura cominciata con il piede giustissimo con il lancio di un brano destinato a diventare leggenda: Space Oddity.

Ottenuto un successo straordinario sul finire degli anni Sessanta proponendo un folk sperimentale decisamente originale per l’epoca, con gli anni Settanta si avvicinò sempre più al glam rock, indurì le sue sonorità e diede vita ad alcuni dei personaggi più iconici della sua carriera. Su tutti Ziggy Stardust e Aladdin Sane, protagonisti dei due quasi omonimi album.

Capace di modificare se stesso e la sua musica con una naturalezza inarrivabile da qualunque altro artista nella storia, verso la metà degli anni Settanta, sempre ispirato dalla musica americana, intrise il suo sound di venature funk e diede alle stampe un album ampiamente ispirato dal soul nero come Young Americans, per poi reinventarsi ancora una volta e inventare il personaggio del Duca Bianco, lontano dal multicolorato Ziggy del passato, sobrio, elegante, aristocratico.

Fu dopo aver dato la vita a questo nuovo alter ego che decise di trasferirsi a Berlino per convivere per qualche periodo con l’amico Iggy Pop. Dalla vicinanza con l’Iguana del rock nacque la cosiddetta trilogia di Berlino, composta da album tra loro differenti ma straordinari come Low, Heroes e Lodger.

Impegnato anche al cinema e a teatro, negli anni Ottanta si avvicinò al mondo del pop, seppur di qualità, e raggiunse il successo commerciale solo parzialmente arrivato negli anni precedenti. Duettò anche con i Queen nella celeberrima Under Pressure, e cantò con Mick Jagger un altro brano leggendario, Dancing in the Street.

E se nel decennio successivo tornò a sperimentare, tentando anche di affermarsi nel mondo dell’elettronica, dopo una serie di album interessanti negli anni Duemila decise di ritirarsi, almeno temporaneamente, dalle scene. Fu un ritiro temporaneo. Tornò infatti a regalare musica tra il 2013 e 2016, fino alla prematura scomparsa.

La morte di David Bowie

A due giorni dal suo 69esimo compleanno e dall’uscita del suo ultimo album in studio, il capolavoro Blackstar, David Bowie morì, nella notte tra 10 e 11 gennaio, in una località non nota. Secondo le notizie riportate anche dai media sarebbe stata una clinica oncologica di New York. Secondo alcune fonti, si sarebbe avvalso dell’eutanasia a seguito dell’irrimediabile aggravarsi di un tumore al fegato con cui lottò per 18 mesi.

Alla notizia della sua morte i social vennero tempestati da messaggi di cordoglio da milioni di fan ma anche dai più grandi nomi dello spettacolo, della musica e della politica, da David Cameron ad Ariana Grande, da Brian May a Bruce Springsteen, da J.K. Rowling a Paul McCartney, passando per Barack Obama.

Le sue spoglie vennero cremate in una cerimonia strettamente privata, come desiderato da Bowie, che in un testamento olografo aveva chiesto la cremazione della propria salma e la dispersione delle ceneri presso l’isola di Bali. Il tutto rispettando il rituale buddista. Secondo il testamento, metà del suo patrimonio di circa 100 milioni di dollari sarebbe stato destinato alla vedova Iman. La restante metà sarebbe stata divisa tra il primogenito Duncan e la seconda figlia Lexie. Una parte importante dell’eredità andò anche a Corinne Schwab, detta Coco, per oltre trent’anni sua assistente personale, e anche all’anziana tata Marion Skene, morta poco più di un anno dopo, nel marzo 2017.

David Bowie
David Bowie

David Bowie: la discografia in studio

1967 – David Bowie
1969 – Space Oddity
1970 – The Man Who Sold the World
1971 – Hunky Dory
1972 – The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
1973 – Aladdin Sane
1973 – Pin Ups
1974 – Diamond Dogs
1975 – Young Americans
1976 – Station to Station
1977 – Low
1977 – “Heroes”
1979 – Lodger
1980 – Scary Monsters (and Super Creeps)
1983 – Let’s Dance
1984 – Tonight
1987 – Never Let Me Down
1993 – Black Tie White Noise
1995 – 1.Outside
1997 – Earthling
1999 – ‘hours…’
2002 – Heathen
2003 – Reality
2013 – The Next Day
2016 – Blackstar
2021 – Toy (postumo)

La vita privata del cantante: moglie e figli

Il Duca Bianco è stato sposato dal 1992 con Iman Mohamed Abdulmajid, ex modella e attrice somala. Per quanto riguarda invece i figli di David Bowie, la coppia ha avuto nel 2000 Alexandra Zahra, mentre dal suo precedente matrimonio con Mary Angela Barnett è nato, nel 1971, Duncan Zowie Haywoos.

Eppure, nonostante la moglie, David Bowie durante il corso della sua vita è sempre stato al centro di voci riguardo la sua presunta omosessualità. Certo è che sull’argomento l’artista si è sempre e comunque pronunciato, dichiarando e smentendo più volte alla stampa la sua natura bisessuale, e contribuendo dunque a fomentare voci e notizie.

La prima dichiarazione risale al 1972, quando David in un’intervista a Melody Maker disse di essere gay. Successivamente, nel ’76, confermò la tesi anche a Playboy. Ma lo stesso anno arrivò anche la prima smentita, quando David disse ad un intervistatore che le sue dichiarazioni precedenti non erano per nulla serie, e che le voci che si erano diffuse su di lui lo divertivano a tal punto che non aveva mai sentito l’esigenza di smentirle.

Stesso discorso due anni più tardi, quando nuovamente dichiarò e smentì nel giro di poco tempo di essere bisessuale. Ancora nel 1993, durante un’intervista a Rolling Stone, David Bowie disse che la sua era stata solo una presa di posizione ironica, e che sebbene la scena gay underground lo avesse sempre attratto e incuriosito, non era mai stato gay.

Leggi anche
Tutte le curiosità su David Bowie, il più grande intrattenitore del Ventesimo secolo

Sai che…

– Che strumento suonava David Bowie? Oltre che cantante e sassofonista, suonava il pianoforte, il basso, l’armonica a bocca, la viola, il violoncello, l’organo, le tastiere, il koto e lo stilofono.

– Bowie è stato il primo cantante della storia a collocare sul mercato delle obbligazioni, dal nome Bowie Bonds, dei titoli decennali dal valore di 55 milioni di dollari.

– Duca sì, ma solo sul palco. Nel 2000, infatti, Bowie ha rifiutato il titolo di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico e tre anni più tardi il titolo di Cavaliere dello stesso ordine.

– Predestinato sin dalla data di nascita. L’8 gennaio, infatti, è anche il compleanno di un altro grande della musica internazionale: Elvis Presley.

– Il suo successo non è casuale. David Bowie era un vero e proprio genio musicale, capace di suonare praticamente tutti gli strumenti. Cominciò con un sassofono regalatogli dalla madre all’età di 12 anni, ma la sua vera ispirazione fu il fratellastro Terry, che frequentava spesso locali jazz quando David era ancora ragazzino e che lo fece appassionare per davvero al mondo della musica.

– Sebbene sia diffusa la leggenda che gli occhi di David Bowie siano di due colori diversi, in realtà la loro differenza è dovuta a una diversa dilatazione dell’iride. L’occhio destro, infatti, era perennemente dilatato a causa di una scazzottata durante il periodo dell’adolescenza con l’amico George Underwood. Pare che i due si stessero contendendo una donna, e che la questione fu “risolta” così.

– La sua immagine è sempre stata parte integrante del suo successo. Non è un caso, infatti, che il suo volto compaia su tutte le copertine dei suoi album, fatta eccezione per la versione inglese del disco The Buddha of Suburbia.

– Durante gli anni Settanta, David ha avuto una relazione con Ola, sua costumista dell’epoca nonché madre di Slash, chitarrista della celebre band Guns N’ Roses. Lo stesso Slash ha dichiarato in un’intervista di averli sorpresi a letto insieme mentre ritornava a casa.

Space Oddity, fra le canzoni più famose di David Bowie, fu usata dalla Bbc come colonna sonora del primo allunaggio della storia.

– Provocatore e ribelle non solo sul palco, David Bowie era sicuramente un inglese atipico. Infatti la leggenda dice che David abbia sempre detestato il tè in tutte le sue forme. Pare che il suo odio contro la tipica bevanda inglese sia dovuto a un incidente accaduto all’età di 5 anni. Di questo incidente non si conoscono i dettagli.

– A una rara specie di aracnide, scoperta recentemente in Asia Sudorientale, è stato dato il nome di Heteropoda Davidbowie in onore del cantante. Il motivo? Creare interesse e sensibilizzare la gente riguardo questa specie di ragno a rischio.

– Nel 2018 David Bowie è diventato… un gelato! Alla star è stato dedicato un gelato a Bologna che si può gustare al museo Al Mambo, 4 gusti ispirati dalla sua musica. In particolare sono Alien from Mars (Pistacchio con semi di canapa), Moonage Ice Dream (Kiwi rosso, limone e amarene), A lad Insane (Fiordilatte alla tonka, blu con stracciatella) e Black root Star (Liquirizia su base cocco con miele e polline colorato con carbone vegetale).

– Su Instagram David Bowie ha un account ufficiale a lui dedicato da milioni di follower. Esiste anche un account ufficiale su TikTok a lui dedicato.

Se vuoi ascoltare le migliori canzoni di David Bowie, ecco una playlist presente su Spotify:

Riproduzione riservata © 2024 - NM

Rock

ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2024 17:05


Chi è Manola Moslehi, la speaker di Radio Italia con un passato ad Amici

Quello che non sai su Taylor Swift, la più amata cantautrice al mondo