Tre anni fa ci lasciava Scott Weiland, voce degli Stone Temple Pilots

Moriva tre anni fa Scott Weiland, cantante degli Stone Temple Pilots e dei Velvet Revolver. Lo ricordiamo attraverso la sua biografia.

Sono già passati tre anni dalla tragica morte di Scott Weiland, frontman degli Stone Temple Pilots, uno dei gruppi di punta del movimento grunge degli anni Novanta. Un cantante di talento, amato dai suoi fan e strappato al mondo della musica e alla vita troppo presto da quelle tentazioni aberranti che più volte ci hanno privato del talento di uomini fragili e spesso controversi.

Celebriamo il suo ricordo attraverso le fasi salienti della sua carriera, sottolineando quale sia stato il suo contributo nella storia della musica rock.

Scott Weiland: la biografia e la carriera

Scott Richard Weiland è nato a San Jose, in California, il 27 ottobre 1967 sotto il segno dello scorpione. L’incontro che ha cambiato il suo destino è quello con il bassista Robert DeLeo a San Diego nel 1986. I due si uniscono per formare una band, alla quale prendono parte anche il fratello di Robert, Dean, alla chitarra, e il batterista Eric Kretz: nascono così, proprio all’alba degli anni Novanta, gli Stone Temple Pilots.

Per l’Atlantic Record esce nel 1992 l’album di debutto, Core. Grazie al singolo Sex Type Thing si impongono subito all’attenzione mediatica statunitense come quinta punta di diamante del movimento grunge, insieme a Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden e Alice in Chains. Insieme il gruppo pubblica altri quattro dischi: PurpleTiny Music… Songs from the Vatican Gift Shop, No. 4 e Shangri-La Dee Da. Nel 2001 annunciano lo ufficialmente lo scioglimento. Il gruppo si riunirà per un periodo tra il 2008 e il 2010, incidendo anche un nuovo lavoro, Stone Temple Pilots. Poi, i rapporti tra Scott e il resto della band porteranno alla sua sostituzione con Chester Bennington dei Linkin Park.

Di seguito il video di Plush, uno dei brani più famosi degli Stone Temple Pilots:

Dopo i Pilots, la carriera di Weiland subisce una nuova impennata. Con Slash, Duff McKagan, Matt Sorum (tutti ex Guns N’ Roses) e Dave Kushner fonda il supergruppo Velvet Revolver e torna al successo. Il debutto arriva nel 2004 con Contraband, dal quale viene tratta la super hit Slither. Proprio questo brano permette alla band di vincere un Grammy come Best Hard Rock Performance with Vocal. Con i Velvet pubblicherà un nuovo album nel 2007, ma l’anno successivo li abbandonerà.

Nel 2015 decide di impegnarsi seriamente con la band Scott Weiland & the Wildabouts, gruppo fondato alcuni anni prima, annunciando anche un nuovo album. Un disco che non vedrà mai la luce.

Scott Weiland
Fonte foto: https://www.facebook.com/ScottWeiland/photos

La morte di Scott Weiland

Il 3 dicembre 2015 il corpo del cantante viene infatti ritrovato già privo di vita nel suo tour bus, fermo in Minnesota, dove si sarebbe dovuto esibire per un concerto. Aveva 48 anni. Dall’autopsia emerge che a stroncare la vita dell’artista è stata un’overdose.

Weiland soffriva di disturbo bipolare e nel corso degli anni, specialmente in gioventù, era stato arrestato per abuso di sostanze stupefacenti,

Nella sua vita si è sposato due volte. Dalla seconda moglie, la modella Mary Forsberg, aveva avuto due figli, Lucy Olivia e Noah. Nel 2008 il matrimonio era però terminato e da allora, a quanto affermato dall’ex consorte, Scott non si era più dedicato molto ai bambini.

La donna, pochi giorni dopo la scomparsa dell’ex marito, divulgò una lettera dura rivolta a tutti i suoi fan e ai media: “La morte di Scott è una tragedia che non va glorificata con storie di maledizioni e rock’n’roll, in realtà non obbligatorie. Dietro al rocker, ci sono figli che piangono, che urlano inascoltati di fronte a un uomo paranoico che non ricordava i testi delle sue canzoni e che in quindici anni si sarà fatto fotografare un paio di volte con i suoi piccoli. Questi bambini hanno perso il loro papà anni fa. Ciò che hanno davvero smarrito è stata la speranza“.

Curiosità su Scott Weiland

– Cosa unisce Scott Weiland e Paola Maugeri, celebre giornalista, cantante e speaker italiana? Semplicemente, la seconda ha descritto la vita alcuni episodi della vita dell’artista nel suo libro Rock e resilienza del 2018.

– Scott Weiland non ha lasciato alcun account ufficiale Instagram, se non quello collegato al suo sito internet scottweiland.com.

– Poco prima di morire, Scott Weiland avrebbe dovuto incontrare David Bowie, il suo più grande riferimento musicale. Il Duca Bianco si era infatti interessato ai suoi problemi, e gli aveva fatto sapere tramite un conoscente in comune che, se ne avesse avuto bisogno, era pronto a parlargli. L’incontro non avvenne per la scomparsa del cantante ex Stone Temple Pilots. Il destino beffardo volle però privarci anche dello stesso Bowie circa un mese più tardi.

Nel video la super hit Slither dei Velvet Revolver:

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ultimo aggiornamento: 02-12-2018