Le canzoni censurate a Sanremo: da Vado al massimo di Vasco Rossi al caso Madame, ecco le questioni più spinose.

Nemmeno il tempo di iniziare, che il Festival di Sanremo 2023 ha già dato il via alle discussioni, più o meno giustificate. A far scalpore è stata la questione relativa al titolo della canzone di Madame. La giovane artista vicentina, alla seconda apparizione sul palco dell’Ariston, a due anni di distanza dal debutto, sarà infatti protagonista con il brano Il bene nel male. Peccato che la stessa canzone avrebbe dovuto intitolarsi Puttana, un titolo giudicato evidentemente sconveniente dagli organizzatori. Così, pur non toccando il testo (in cui la parola è centrale), è stato deciso di apportare quanto meno questa modifica. Un caso di censura abbastanza clamoroso ed esemplare, ma non certo l’unico per la storia del Festival.

Madame
Madame

Le canzoni che hanno subito una censura a Sanremo

Non è stato il primo caso di censura sanremese, non sarà di certo l’ultimo. In casa Rai continua a essere importante mantenere una certa linea, e anche se i tempi avanzano, certi cambiamenti sono ancora lontani da poter essere accettati. D’altronde, in passato hanno fatto i conti con la censura anche artisti ben più influenti e importanti della cara Madame.

Uno dei primi casi, ad esempio, toccò a Lucio Dalla, che dovette modificare il brano 4/03/1943 per togliere il verso originale “per i ladri e le pu**ane mi chiamo Gesù Bambino“. Andò anche peggio ai Nuovi Angeli, che furono addirittura esclusi con il loro brano Donna Felicità (firmato da Roberto Vecchioni), in cui ci si chiedeva a chi la protagonista avrebbe dato la sua “rosa“, con un riferimento abbastanza esplicito.

Roberto Vecchioni
Roberto Vecchioni

Dovette invece semplicemente modificare il testo di I giorni dell’arcobaleno un grande cantautore italiano, Nicola Di Bari, passando da “giacesti bambina, ti alzasti già donna” a “tu eri bambina“.

Ma tra le teste più illustri ‘cadute’ per mano della censura sanremese vale la pena ricordare Vasco Rossi. A quanto pare, il rocker di Zocca dovette infatti modificare un verso di Vado al massimo, passando da “come dice il droghiere, laggiù masticano tutti foglie intere” a “laggiù tutti vanno a gonfie vele“.

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E se Giorgio Aletti dovette semplicemente fare a meno della parola “minc*ia” nel titolo, per la sua celebre Signor Tenente, Paolo Rossi ed Enzo Jannacci, accusati di citazionismo politico, qualche anno dopo furono costretti a passare da “Forza Italia” a “Forza Thailandia“. Infine, ultima ma non ultima, arriviamo a Loredana Bertè. Ebbene sì, anche la signora del rock italiano ha dovuto fare i conti con un verso poco digeribile in Rai, “vaffancu*o luna“, diventato nella versione definitiva “occhiali neri, luna“.

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ultimo aggiornamento: 20-12-2022


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