Al Bano bandito dall’Ucraina, il cantante: “Trattato come un terrorista”

Al Bano è stato bandito dall’Ucraina: il ministero della Cultura lo ha inserito nella lista delle persone ritenute minaccia alla sicurezza nazionale.

Al Bano è stato bandito dall’Ucraina! Il cantante italiano è stato inserito dal ministero della Cultura di Kiev nella lista degli individui ritenuti una minaccia alla sicurezza nazionale.

Nella blacklist stilata dal ministero ci sono 147 persone tra cui Al Bano, ma anche Michele Placido e Gerard Depardieu. Durante gli anni Ottanta e Novanta il cantante salentino e la compagna Romina Power erano tra gli artisti più popolari dell’Urss, Ucraina compresa. Il cantante, dopo la decisione dell’Ucraina, ha prontamente risposto protestando per la decisione. “Trattato come un terrorista”, ha detto.

Al Bano bandito dall’Ucraina: il motivo

Ma perché Al Bano sarebbe stato ritenuto un individuo pericoloso? A quanto pare, per il suo rispetto nei confronti di Putin. Intervistato dal Corriere della Sera, aveva dichiarato: “È un grande, ha un senso religioso della vita. Ha il pugno di ferro e non ci vedo nulla di male. Ormai lo usano molti, a partire da Trump, ma anche da noi. Capisco che nei casi di mors tua vita mea ci voglia anche quello“.

In passato Al Bano ha incontrato più volte Putin, anche quando era capo del Kgb negli anni Ottanta, e ha sempre espresso grande ammirazione per il suo modo di fare.

AL BANO
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Ucraina, Al Bano: la risposta del cantante

L’inserimento nella blacklist non è però andato giù alla voce di Nel sole, che ha dichiarato ai microfoni dell’Agi: “Non ho mai detto una parola contro l’Ucraina. Mai fatto neanche un apprezzamento. È inaccettabile che proprio io che canto da sempre la pace ora venga trattato come un terrorista“.

Riguardo al suo rapporto con Putin, Al Bano ha specificato che la loro non è amicizia, ma una semplice conoscenza, dovuta anche al fatto che Vladimir è presidente onorario della Federazione internazionale di judo e lui ne è un ambasciatore nel mondo.

Il cantante, che di recente si era inserito nella polemica riguardante la musica italiana in radio, ha quindi dichiarato di aver intenzione di chiamare l’ambasciatore ucraino per capire come sia stato possibile che il suo nome sia finito su quella lista.

Insomma, il tutto sembra solo un grande malinteso, anche perché il cantante ha dichiarato di avere molti fan in Ucraina, di esserci stato in concerto un paio di volte e di aver trovato un’accoglienza splendida. Che possa bastare l’intervento dell’ambasciatore per riabilitare il cantante agli occhi del governo ucraino?

ultimo aggiornamento: 12-03-2019