Tanti auguri Mogol, il poeta della musica italiana

Alla scoperta di Mogol, il paroliere-poeta della musica italiana. Dal successo con Battisti all’incontro con un infuriato Bob Dylan. Sapete perché si chiama Mogol?

Giulio Rapetti, meglio noto con il nome di Mogol (17 agosto 1936), è uno dei parolieri più importanti nella tradizione musicale italiana. Ha lavorato al fianco dei maggiori artisti nostrano scrivendo per loro dei capolavori indiscussi.

I testi di Mogol si caratterizzano infatti per la loro poeticità. Sono vere e proprie opere letterarie che seguono la traccia dello spartito e lo assecondano fino a fondersi in una cosa sola. Magia.

Mogol, da Lucio Battisti alla sfuriata di Bob Dylan

Mogol cresce in un ambiente dove la musica la fa da padrona: il padre era un dirigente della casa discografica Ricordi e coltiva la passione musicale dal punto di vista manageriale o comunque discografico.

Inizia a lavorare come paroliere a soli diciannove anni e proprio la scrittura diventa la sua grande passione. Il suo primo lavoro ufficiale da paroliere è Briciole di baci, scritta per una Mina già all’apice del successo.

Inizia intorno agli anni Settanta il fortunato sodalizio tra Mogol e Battisti, un duo destinato a scrivere la storia della musica italiana. Il rapporto tra i due si interromperà nel 1980, come spesso accade, per motivi economici.

Allora c’era questa formula per cui il musicista prendeva l’8% e il paroliere il 4%, la Siae voleva così – ha raccontato Mogol come riportato da napitaly. Battisti quando ha iniziato era un dilettante, eppure io non ho mai voluto fargli firmare nessun documento sotterraneo. Sempre il 4% a me l’8% a lui. Quando abbiamo venduto i diritti dei brani alla Numero Uno ho detto che avrei scritto alla pari: 6% a lui e 6% a me, altrimenti non avrei più scritto. Da allora Lucio ha cominciato lavorare con altri“.

Mogol
Fonte foto: https://www.facebook.com/Alemanno.Gianni/

A proposito della Siae, fu proprio la società per i diritti d’autore a scegliere il suo nome d’arte. Perché si chiama Mogol? Il nome fu scelto tra una lista di cento nomi ed è ispirato al capo delle Giovani Marmotte, proprio quelle di Qui, Quo e Qua, i tre nipoti di zio Paperino. Particolarmente affezionato al suo nome d’arte, Giulio Rapetti, dopo una lunga battaglia burocratica, è riuscito a far sì che il nome Mogol venisse riconosciuto anche all’anagrafe.

Ai microfoni de La Stampa, Mogol ha raccontato anche una sua esperienza semi-sconosciuta con Bob Dylan:Avevo un contratto per tradurre tutto Dylan e ho stravolto anche “Blowing in the Wind”. Su “Ballad of a Thin Man” però si innervosì molto e ci organizzarono un incontro a Londra: stracciò il testo davanti a me. Io gli chiesi che cosa voleva dire la canzone, mi rispose che non aveva capito nemmeno lui“.

Tra le grandi passioni di Mogol c’è anche quella per il calcio: pensate che la Nazionale Cantanti è nata proprio dal suo impegno e da quello di Gianni Morandi, Claudio Baglioni e Paolo Mengoli. Lo stesso Mogol ha poi inciso un inno della Ternana, sua squadra del cuore.

Mogol, tra figli e d’arte e poetesse

Da Serenella, sua prima moglie, Mogol ha avuto tre figli, Mario, Alfredo e Carolina. Proprio Alfredo seguirà in parte le orme del padre adottando lo pseudonimo di Cheope Mogol e intraprendendo la carriera di paroliere e pittore.

Il quarto dei figli di Mogol, Francesco, è invece nato dalla relazione dell’autore con Gabriella Marrazzi, una pittrice e poetessa che condivideva con Giulio la passione per le arti umanistiche.

Oggi Mogol ha una relazione con Daniela Gimmelli, figlia di un noto ingegnere capitolino conosciuto con il soprannome di Lello l’africano alla luce delle opere edilizie fatte proprio in Africa. La stessa Gimmelli era stata fidanzata con un altro Massimo Modugno, figlio di Domenico, il noto cantautore.

Di seguito il video di Balla Linda, cantata Lucio Battisti e scritta da Mogol:

Fonte foto: https://www.facebook.com/Alemanno.Gianni/

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ultimo aggiornamento: 16-08-2018

Nicolò Olia