Marracash, Noi, loro, gli altri: la recensione del settimo album del rapper della Barona, il primo dopo il rivoluzionario Persona.

Lo attendevano tutti al varco. Anche se nessuno lo attendeva adesso, in questo momento. A sorpresa, Marracash è tornato, dando un preannuncio davvero irrisorio: un paio di giorni prima di gettare in pasto al proprio pubblico e alla critica un nuovo disco. Noi, loro, gli altri. Dopo due anni passati, soprattutto, a raccogliere consensi grazie al successo di Persona, e a prendersi suo malgrado le prime pagine sui rotocalchi rosa, Marra ha scelto di rompere il silenzio e di regalare una nuova perla. Forse dall’impatto meno rivoluzionario del precedente. Ma, se possibile, ancora più intenso, profondo, carico di significati multipli. La conferma di un artista giunto alla maturità definitiva. La conferma che Persona non è stato solo un’eccezione.

Marracash, Noi, loro, gli altri: la recensione

Il focus si sposta. Se in Persona l’analisi era rivolta soprattutto a se stesso, al proprio ego in toto, al proprio corpo, alla propria mente, alla propria anima, tra lotte interiori e momenti di crisi dovuti a fattori che hanno a che fare solo incidentalmente con la nostra persona, stavolta Marra sceglie di osservare il mondo che lo circonda. Dall’individuo alla collettività, il passaggio da Persona a Noi, loro, gli altri è qualcosa di tremendamente naturale.

Marracash
Marracash

Con un manipolo di pochi amici, tra cui Marz, il produttore cui più di ogni altro Marra deve il suono rivoluzionario di Persona, che ha aperto inevitabilmente uno squarcio all’interno dell’hip hop italiano e ha cambiato per sempre anche la sua storia, il rapper della Barona ci racconta attraverso un nuovo concept album cos’è che ci circonda. Una triplice anima collettiva rappresentata dalla triplice copertina, ma che emerge prepotentemente in tutto il disco. Il suo occhio vigile e attento passa dal Noi, il nucleo familiare, al Loro, chi condivide con noi la propria vita per altri motivi, lontani dall’affetto. E non dimentica gli Altri, chi tutt’intorno è un rumore che circonda le nostre esistenze.

Pochi feat in questo disco per Marra, che non ha certo bisogno di spalle su cui appoggiarsi per cercare di dominare classifiche e playlist. C’è l’immancabile Gué Pequeno in ∞ Love, brano che campiona Infinity di Guru Josh ma che risulta, alla distanza, uno dei meno interessanti. C’è Calcutta nella cantautorale Laurea ad honorem, e c’è l’emergente più celebrato di questo 2021, Blanco, nella potente Nemesi. Oltre a Fibra, che regala un cameo nella skit che dà il titolo all’album, per spiegare il senso di questo concept.

Quello che stupisce, al di là dell’aspetto musicale, già celebrato in Persona, e la penna, sempre invidiabile del rapper della Barona, è la forte politicità di questo disco. Un senso del sociale un po’ anarchico, molto solidale, che raramente abbiamo trovato nella sua produzione precedente, e che è quasi impossibile da rintracciare nell’attuale scena hip hop italiana, se non si guarda ai maestri del conscious. Un elemento imprescindibile per poter andare a fondo nell’ascolto del disco, come ben chiarito già da Loro, il brano di apertura che sembra essere un anello di congiunzione tra il Marra precedente e questo Marra.

Interessante il campionamento di Luciano Pavarotti nel secondo brano Pagliaccio, in cui non mancano un paio di dissing ben costruiti. Per rintracciare elementi chiari di Elodie e della loro love story, fondamentale per la crescita del rapper negli ultimi anni, si deve arrivare alla ‘mahmoodiana’ Crazy Love, brano emblematico di come il rapper della Barona stia cercando anche di migliorare nell’utilizzo della voce sul cantato.

Ma i pezzi forti dell’intero album si trovano nella parte centrale, e danno un senso compiuto all’intera operazione: in particolare Cosplayer, che richiama Squid Game e ci fa riflettere con una serie di rime taglienti e d’impatto; e poi Dubbi, un brano in cui Marra torna a raccontare se stesso, ma attraverso un focus differente rispetto a quello già visto in Persona. Due pezzi che, da soli, restituiscono il valore del lavoro fatto dal rapper su questo disco. Un disco che alza ancora l’asticella all’interno di una scena troppo spesso impantanata nei propri cliché. Quei cliché che Marra ha contribuito a stracciare con Persona e di cui oggi si è liberato, forse definitivamente. Che sia d’esempio anche per chi, all’interno della stessa scena, continua a vivere di personaggi e non ancora di persone.

Noi, loro, gli altri: la tracklist

1 – Loro
2 – Pagliaccio
3 – ∞ Love (feat. Gué Pequeno)
4 – Io
5 – Crazy Love
6 – Cosplayer
7 – Dubbi
8 – Laurea ad honorem (feat. Calcutta)
9 – Noi
10 – Noi, loro, gli altri skit
11 – Nemesi (feat. Blanco)
12 – Dumbo Gets Mad Skit
13 – Cliffhanger

Voto: 8+

Di seguito il visual video di Cosplayer:

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ultimo aggiornamento: 19-11-2021


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