La classifica degli album di Jimi Hendrix: dal disco peggiore al capolavoro assoluto della carriera del chitarrista più importante della storia.

Jimi Hendrix è stato e sarà probabilmente per sempre un punto di riferimento per gli amanti della musica rock e per i chitarristi. Un artista capace di creare una frattura enorme tra ciò che c’è stato prima di lui e ciò che verrà dopo. Un genio assoluto che ci ha lasciato troppo presto, non senza concederci il lusso di un’eredità che quasi nessuno è riuscito a sopportare.

Andiamo a scoprire una breve classifica, del tutto soggettiva, dei suoi tre album canonici, quelli registrati con la Jimi Hendrix Experience (quindi escluso l’altro disco classico della sua discografia, Band of Gypsys). Tre pietre miliari che ancora oggi influenzano migliaia e migliaia di giovani artisti.

La classifica degli album di Jimi Hendrix

Chitarra psichedelica
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3 – Axis: Bold as Love (voto: 8.5)

Secondo album nella carriera dell’Experience, venne pubblicato nel dicembre 1967 e ottenne un grande successo, sulla scia del disco di debutto, piazzandosi al terzo posto negli Stati Uniti e al quinto posto nel Regno Unito.

Di questo disco straordinario, che proseguiva la ricerca hendrixiana nel cercare di miscelare la psichedelia dell’epoca con riferimenti tipicamente blues, si ricordano capolavori assoluti come la potente Spanish Castle Magic, la riflessiva Castles Made of Sand o la brillante If 6 Was 9, uno dei punti più alti nella storia dell’acid rock.

Ma il brano che meglio rappresenta questo album è senza ombra di dubbio Little Wing, una breve e intensissima ballata basata su chitarra, voce, basso chitarra e il tocco dolce del glockenspiel:

2 – Are You Experienced (voto: 8.5)

L’album che ha cambiato tutto. Uscito poco prima dell’estate del 1967, Are You Experienced segnava il debutto sulla scena internazionale del trio composto da Hendrix, Noel Redding e Mitch Mitchell, pronti a rivoluzionare per sempre la storia della musica.

Un disco straordinario uscito, come consuetudine del periodo, in due edizioni differenti per Regno Unito e Stati Uniti. In quella inglese si segnalano capolavori come Foxy Lady (Foxey Lady in quella USA) e Red House, ma è quella americana che forse ha lasciato maggiormente il segno, grazie a pezzi storici come la cover di Hey Joe e soprattutto Purple Haze, uno dei brani più famosi nella carriera di Jimi.

1 – Electric Ladyland (voto: 9)

Pubblicato nell’ottobre 1968, l’ultimo album di Jimi con la Experience è l’apice della sua carriera e il suo lascito più importante ai posteri. Un disco che mise d’accordo tutti, pubblico e critica: si trattava di un capolavoro assoluto.

E lo possiamo dire ancora oggi, a distanza di oltre 50 anni. Un album in cui le sperimentazioni hendrixiane raggiunsero il culmine e la perfezione, con un equilibrio incredibile tra atmosfere acide e reminescenze blues ora totalmente trasformate (o deformate) in qualcosa di nuovo, di mai ascoltato prima e da qui in avanti standardizzato.

Il brano più famoso del lotto è certamente Voodoo Child (Slight Return), insieme alla cover di All Along the Watchtower di Bob Dylan, uno dei rari casi in cui una nuova versione è riuscita a superare di gran lunga l’originale:

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ultimo aggiornamento: 18-09-2020


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