Personal Jesus dei Depeche Mode compie 30 anni

Depeche Mode, Personal Jesus: il significato e le cover più belle di una delle canzoni simobolo della band di Dave Gahan e Martin Gore.

Il 29 agosto 1989 veniva rilasciato dai Depeche Mode il singolo Personal Jesus, primo estratto dall’album Violator. 30 anni dopo è ancora una delle canzoni più famose e cantate della band di Martin Gore, oltre che un pezzo simbolo nella storia del rock elettronico.

Coverizzata e rielaborata da tantissimi grandi artisti, ha assunto nel corso degli anni uno spessore e un rilievo ancora maggiori. Andiamo a scoprire insieme il significato di questo capolavoro e alcune delle sue cover meglio riuscite.

Depeche Mode, Personal Jesus: il significato

Scritta da Martin Lee Gore, la mente del gruppo, è stata ispirata al libro Elvis and Me scritto dalla moglie del Re del rock and roll, Priscilla Presley. Tra le sue pagine, la donna scrisse che Elvis era il suo uomo e il suo mentore, e in questo senso Gore immagina che ognuno di noi sia un ‘Gesù’ per qualcun altro, ovvero una persona che dà speranza e fa sentire importanti gli altri.

Depeche Mode
FONTE FOTO: https://www.facebook.com/pg/depechemode

Musicalmente basata su un riff blues rock riarrangiato in chiave elettronica, il brano si dipana su un testo originale non privo di ambiguità, in cui si parla di fede e religione attraverso metafore che presentano diverse chiavi di lettura. Ed è forse anche questo che rende questo pezzo davvero immortale, capace di entrare in quasi tutte le classifiche sulle canzoni più belle di sempre.

Di seguito il video della Personal Jesus originale:

Personal Jesus, le cover: da Johnny Cash a Marilyn Manson

Della canzone dei Depeche Mode è stato ridiffuso un remix nel 2011. Ma sono soprattutto le cover che nel corso degli anni ne hanno amplificato la fama.

Le più famose in assoluto sono due create da artisti diametralmente opposti: Johnny Cash e Marilyn Manson. L’uomo in nero offrì la sua versione di Personal Jesus nell’album American IV: The Man Comes Around del 2002. Rick Rubin, il produttore che ridiede spessore alle opere i Cash, chiese a John Frusciante di riarrangiare in chiave acustica il brano dei Depeche Mode. E il chitarrista dei Red Hot fece un lavoro egregio.

La versione scarnamente blues rock di Johnny divenne così incredibilmente poetica e profonda, tanto da essere ritenuta da alcuni anche migliore dell’originale. Riascoltiamola insieme:

Quella del Reverendo e della sua band è invece in chiave industrial metal, ovviamente, e venne pubblicata il 20 settembre 2004 come pezzo inedito all’interno della raccolta Lest We Forget.

Nel video la band si esibisce in diverse location, tra le quali anche una chiesa. Di seguito la clip ufficiale:

Queste sono le due cover più famose di Personal Jesus, che però vanta anche tante altre rielaborazioni. Ad esempio quella di Jamelia, che ne ha utilizzato un campionamento nel brano Beware of the Dog del 2006. O quella di Nina Hagen, cantante tedesca che l’ha rielaborata all’interno dell’album Personal Jesus del 2010. E anche i Def Leppard ne hanno offerto una loro versione nella raccolta del 2018 The Story So Far – The Best Of.

E in Italia? Una versione alternativa è stata interpretata dal 2012 in alcuni concerti da Arisa, come testimoniato anche dall’album live Amami Tour:

FONTE FOTO: https://www.facebook.com/pg/depechemode

ultimo aggiornamento: 28-08-2019