Crooner: significato e caratteristiche dei cantanti confidenziali che hanno conquistato il mondo tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

Cos’hanno in comune Dean Martin, Frank Sinatra e Michael Bublé? Tutti e tre questi artisti, a loro modo leggendari, fanno parte della categoria dei cantanti definiti come crooner. Ma cosa sono precisamente i crooner? Scopriamo insieme il significato e tutti gli artisti più famosi della storia.

Crooner: significato e storia

In italiano il crooner viene definito ‘cantante confidenziale’. Si tratta di un artista dallo stile di canto caldo ed emotivo, che cerca di comunicare sensazioni attraverso il tono della voce, spesso profonda. Non a caso, per dare ancora maggior spessore al lato emozionale delle proprie performance, i crooner si sono quasi sempre specializzati in canzoni lente e ballate. Il termine deriva dal verbo to croon, che può essere tradotto come cantare a bassa voce.

Microfono
Microfono

La storia dei crooner secondo molti nasce con Bing Crosby, definito dai più come il primo cantante confidenziale della storia insieme a Rudy Vallee e Russ Colombo. Negli anni Trenta fu lui a imporre agli organizzatori dei concerti la presenza di un microfono, una cosa ancora insolita all’epoca, ma necessaria per cercare di smarcarsi dal canto declamatorio tipico di artisti come Al Jolson.

Dal successo straordinario di Crosby, capace per i contemporanei di ‘far l’amore col microfono’, nacquero le imitazioni di artisti di talento come Dean Martin, Perry Como e più avanti Frank Sinatra, tutti artisti in grado di imporre questo stile canoro come quello prediletto dalla musica pop e commerciale, tanto da arrivare presto fino al nostro paese con una popolarità incredibile tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta.

Caratteristiche della musica da crooner

Pur non essendo un genere musicale, il crooning è uno stile che ha delle caratteristiche ben precise. Oltre a quello relativo alla voce, si basa su una musica orchestrale, seppur priva della sezione di archi (visto che gli artisti erano soliti esibirsi in locali piccoli e night club), spesso arrangiata però con gli strumenti tipici delle band, basso, batteria e pianoforte, ma messi in secondo piano, quasi sussurranti, per poter dar risalto alla voce calda, elemento essenziale di questo genere di composizioni. Ma quali sono stati i crooner in grado di rimanere nella storia?

Crooner famosi americani, italiani e non solo

In America i crooner riuscirono tra gli anni Quaranta e i Cinquanta a conquistare fette amplissime di mercato. Molte delle voci più famose dell’epoca erano di origini italiane, o comunque europee, ma il crooning non è uno stile che si lega particolarmente alla provenienza geografica degli interpreti. Tra i più famosi in assoluto si ricordano ovviamente i quattro già citati, Bing Crosby, Dean Martin, Perry Como e The Voice Frank Sinatra, ma non si possono non citare il ballerino Fred Astaire, l’intramontabile Tony Bennett, Pat Boone, il leggendario Nat King Cole, per un certo periodo anche il re del rock and roll, Elvis Presley, per poi arrivare alle star più recenti come Michael Bublé, Chris Isaak, Leon Jackson, Seth MacFarlan.

Per quanto riguarda la tradizione italiana, di crooner ne abbiamo avuti tantissimi, specialmente tra gli anni Cinquanta e Sessanta, prima dell’exploit degli ‘urlatori’: Nicola Arigliano, Johnny Dorelli, Domenico Modugno, Teddy Reno, Emilio Pericoli, Mario Biondi e altri ancora. Fin qui abbiamo nominato solo uomini. Ma esistono anche crooner donne? Pur essendo poche le star della musica al femminile che sono riuscite a imporsi con questo stile canoro, ci sono almeno due nomi che vale la pena ricordare: Diana Krall e Norah Jones, artiste tanto differenti quanto dotate di un talento immenso.

Di seguito il video di Feeling Good di Bublé:

strillo

ultimo aggiornamento: 01-08-2021


Chi è Lil Uzi Vert, il rapper più controverso d’America

Festivalbar: cinque esibizioni storiche per ricordare la kermesse più amata dell’estate