Chi era Jon Lord dei Deep Purple: curiosità e vita privata

In memoria di Jon Lord, il tastierista dei Deep Purple

Jon Lord: la biografia, la vita privata e le curiosità sullo storico tastierista dei Deep Purple morto nel 2012.

Jon Lord è stato probabilmente il più importante anello di congiunzione tra la musica classica e il blues/rock. Artista dalla cultura musicale sopra la media e dal talento smisurato, non solo ha creato i Deep Purple, ma ne ha reso il sound unico e inimitabile, garantendogli una carriera leggendaria.

Andiamo a scoprire insieme alcune curiosità sulla sua biografia e sulla sua vita privata.

Chi era Jon Lord: la biografia

Jonathan Douglas Lord nacque a Leicester, nel Regno Unito, il 9 giugno 1941 sotto il segno dei Gemelli. Appassionato di musica fin da bambino, iniziò presto a prendere lezioni di pianoforte classico.

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Negli anni Cinquanta divenne in grande estimatore di compositori come Bach ed Elgar, e solo più tardi si avvicinò al rock and roll e all’R&B, influenzato da artisti del calibro di Jerry Lee Lewis. La grande svolta della sua carriera fu però la scoperta dell’organo Hammond, avvenuta grazie ad artisti jazz come Jimmy Smith.

Conclusi gli studi, si trasferisce sul finire dei Cinquanta a Londra, e qui frequenta il Royal College of Music. Dopo alcune esperienze come pianista jazz, si unisce ad alcune formazioni locali, come gli Artwoods, guidati da Ar Wood, fratello maggiore di Ronnie.

Furono esperienze importanti per farsi le ossa in prima linea, visto che nel frattempo era diventato un importante arrangiatore e session man.

Nella seconda metà degli anni Sessanta incontrò il bassista Nick Simper e con lui decise di dar vita a una nuova formazione. Coinvolgendo il chitarrista Ritchie Blackmore, diede così vita ai Deep Purple.

Sentendosi libero di poter sperimentare, Jon abbandonò nei Purple lo studio del nuovo sintetizzatore Moog per riprendere il lavoro con il suo amato organo Hammond, che modificò facendolo diventare un vero marchio di fabbrica per il suono del gruppo britannico.

Dopo i primi relativi successi in ambito pop rock, i Purple diedero alle stampe un album destinato a rimanere nella storia: Concerto for Group and Orchestra, la prima vera grande speriementazione di musica rock fusa alla musica classica, con partitura scritta dallo stesso Lord.

Fu l’antipasto per la fase più importante della carriera dei Purple, quella della Mark II, che pubblicò album del calibro di In Rock, Fireball e Machine Head, con la celebre Smoke on the Water, e il live Made in Japan:

Lord fu una delle colonne portanti della band dalla Mark I alla Mark IV, partecipando alla realizzazione di dodici album in studio e diversi live.

Parallelamente, nei momenti di pausa del gruppo, suonò anche con Ian Paice e Tony Ashton nei Paice Ashton Lord, e poi prese parte a ben sei album dei Whitesnake dell’ex Purple David Coverdale. Abbandonò quest’ultimo solo nel 1984, per rientrare in pianta stabile nei Deep Purple.

La sua storia con la storica formazione inglese finì nei primi anni Duemila, quando decise di dedicarsi ad alcuni progetti individuali in ambito blues ma soprattutto nella sua amata classica.

Jon Lord: la morte

Il 9 agosto 2011 annunciò sul suo sito ufficiale di essere malato di cancro al pancreas e di doversi sottoporre a delle cure.

Purtroppo la sua battaglia con la malattia finì il 16 luglio 2012. Jon morì all’età di 71 anni alla London Clinic a causa di un’embolia polmonare.

La vita privata di Jon Lord: moglie e figli

Lord fu sposato la prima volta con Judith Feldman, dal 1969 al 1981. Dalla loro unione nacque la sua prima figlia, Sara.

La seconda moglie di Jon fu Vickie Gibbs, ex ragazza di un altro Purple, Glenn Hughes, nonché sorella gemella della moglie di Ian Paice, Jacky. Anche da questa unione nacque una figlia, Amy.

Sai che…

-Anche il padre era un musicista, in particolare un sassofonista.

-Partecipò nel 1964 al primo album dei Kinks.

-Nel 1984 suonò nel secondo album solista di David Gilmour, About Face.

-Dopo la sua scomparsa gli fu reso onore con un concerto alla Royal Albert Hall di Londra con protagonisti artisti e amici come Paul Weller, Bruce Dickinson e Rick Wakeman.

-Tra le sue maggiori influenze vi erano i grandi compositori classici, da Bach a Beethoven e Mozart, ma non mancavano artisti più ‘moderni’ come Jimmy Smith.

-Lord ha influenzato tastieristi importanti in ambito rock e metal come Jordan Rudess, Peter Baltes, ma anche contemporanei come Rick Wakeman e Keith Emerson.

Di seguito Rat Bat Blue, brano arricchito da un assolo di Jon di pregevole fattura:

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ultimo aggiornamento: 08-06-2020