Jim Gordon: la carriera, la vita privata e tutte le curiosità sul batterista americano, famoso per aver ucciso la madre.

Tra le storie più controverse, e per certi versi tristi, che hanno contrassegnato la musica americana, non si può non citare quella di Jim Gordon. Un batterista di grande talento, collaboratore di alcuni dei più grandi artisti di tutti i tempi, che ha visto la sua vita rovinata dalla dipendenza, dalla malattia e da un omicidio efferato che lo ha trasformato in un assassino. Scopriamo insieme alcune curiosità sulla sua carriera e la sua vita privata.

Chi era Jim Gordon: biografia e carriera

James Beck Gordon, questo il nome completo di Jim, nacque a Los Angeles il 14 luglio 1945 sotto il segno del Cancro. Cresciuto nella San Fernando Valley, frequentò la Grant High School e a 17 anni rinunciò a una borsa di studio alla UCLA per cominciare una carriera professionale, accompagnando un gruppo già importante di quegli anni, gli Everly Brothers.

batteria
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In pochi anni Jim divenne uno dei batteristi più ricercati dell’area losangelina, frequentatore dei più prestigiosi studi di registrazione grazie anche a Hal Blaine, che lo mise sotto la sua ala protettrice e gli permise di partecipare, tra le altre cose, alla registrazione di Pet Sounds, il capolavoro assoluto dei Beach Boys, nel 1966.

All’apice della sua carriera, secondo quanto riferito dalle cronache, Gordon era uno dei turnisti più ricercati al mondo. Tra il 1969 e il 1970 conobbe Eric Clapton e in breve tempo i due diedero vita a una nuova band, i Derek and the Dominos, con cui registrò anche all’interno di All Things Must Pass, capolavoro di George Harrison.

Dopo lo scioglimento della formazione, Gordon continuò a suonare con diversi artisti tra Stati Uniti e Regno Unito. Si unì ai Traffic per un album, entrò nella big band di Frank Zappa per Grand Wazoo, suonò con gli Steely Dan e anche con Alice Cooper. In questi anni, purtroppo, cominciò a sviluppare i primi sintomi della schizofrenia. Sentiva delle voci, anche di sua madre, che lo portarono a smettere di mangiare, di rilassarsi, gli impedirono di dormire e anche di suonare la batteria. Contemporaneamente sviluppò anche una dipendenza da alcol e droghe. In pochi anni la sua vita artistica fu così condannata a una prematura fine.

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Jim Gordon: la morte

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La vita privata di Jim Gordon

La vita di Jim cambiò totalmente il 3 giugno 1983, quando il batterista aggredì la madre Osa Marie Gordon, all’epoca 72enne, con un martello, prima di ucciderla con un coltello da macellaio. Stando al suo racconto, a ordinargli di ucciderla sarebbe stata la una voce nella sua testa.

Dopo l’arresto gli venne diagnosticata la schizofrenia acuta. Venne condannato a sedici anni di carcere. Vi rimase però per tutto il resto della sua vita. Più volte gli fu infatti rifiutata la libertà vigilata per il persistere di problemi mentali che lo avrebbero reso un pericolo per le comunità.

Sai che…

– Sembra che nel momento più importante della sua carriera Gordon prendesse aerei ogni giorno per suonare a Las Vegas e incidere a Los Angeles.

– Per anni si è pensato che Gordon avesse contribuito a scrivere la seconda parte del capolavoro Layla, ma secondo un suo ex compagno di band il suo contributo fu “rubato” da un’altra canzone.

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ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2023 10:43


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