Le pagelle della prima serata di Sanremo 2021: i promossi e i bocciati tra le Nuove Proposte e i Campioni del Festival della canzone italiana.

Il Festival di Sanremo 2021 è partito, con una prima serata priva di colpi di scena ma piena di momenti significativi. Rompere il ghiaccio senza pubblico non è stato semplice, ma alla fine la serata è andata in porto e ha mostrato, almeno in questa prima metà di artisti in gara, un livellamento verso il basso delle proposte in gara. Per ora pochi bocciati, ma pochi anche i promossi a pieni voti. Il primo ascolto, si sa, è il più difficile. Ma la sensazione è che mai come quest’anno tutto potrebbe davvero accadere.

Amadeus
Amadeus

Sanremo 2021: le pagelle delle Nuove Proposte

Gaudiano: 6

Aprire non è mai facile, specialmente in un Sanremo così, specialmente con una canzone dal forte significato personale. Gaudiano lo fa, senza eccedere in un verso o in un altro, e va bene così. Coinvolto.

Elena Faggi: 6

La sua è una canzone minimalista e giovane, come lei, dal sapore antico, ma senza tempo. La sua performance è abbastanza convincente, forse anche troppo. Navigata.

Avincola: 5

Lui è un personaggio interessante, ma sul palco appare un po’ svagato e sottotono vocalmente. Il brano non si accende mai, e alla fine più che il goal tanto atteso sembra arrivare il più noioso degli zero a zero. Catenacciaro.

Folcast: 6

Il brano è tipicamente sanremese, forse troppo. Crescerà con il passare delle serate. Folcast è comunque bravo, non è un improvvisato e ha già discreta esperienza. Sarà la rivelazione della kermesse tra i Giovani? Ordinato.

Sanremo 2021: le pagelle dei Campioni

Arisa: 6

La canzone ha un impianto molto classico, seppur con delle sfumature che ci ricordano il percorso musicale intrapreso da Gigi negli ultimi mesi. Non è banale da cantare, Rosalba la interpreta con qualche incertezza ma molta esperienza. Crescerà nelle prossime sere. Impegnativa.

Arisa
Arisa

Colapesce e Dimartino: 7

Al di là della presenza non particolarmente rilevante di una pattinatrice a rotelle, Musica leggerissima è un brano che funziona, costruito con intelligenza, semplice ma ricco di rimandi mediterranei, tradizionali, puramente pop, con qualche intrusione anche danzereccia. Erano dati favoriti per la vittoria finale. Meglio tenerli d’occhio. Frizzanti.

Aiello: 6

La prima proposta davvero contemporanea della serata è un azzardo. Il cantautore calabrese si presenta sulla scena con un atteggiamento spavaldo, e forse si fa prendere dalla foga, per sostituire l’adrenalina della mancanza di pubblico. La sensazione è che al brano basterebbe una performance leggermente più sobria per funzionare lo stesso. Così è troppo. Eccessivo.

Francesca Michielin e Fedez: 5

Emozionati, quasi commossi, soprattutto Fedez. Ma non può bastare. La carica pop di alcuni loro brani del passato è un pallido ricordo. Se vinceranno, lo faranno per il nome (e i numeri). Trepidi e tremanti.

Fedez
Fedez

Max Gazzè con la Trifluoperazina Monstery Band: 7

La sorpresa di Gazzè non sta tanto nella Trifluoperazina, che si rivela un gruppo di cartonati su cui spiccano Hendrix e McCartney (oltre a Igor e alla regina Elisabetta), ma nel suo look da Leonardo da Vinci, con tanto di numero 11. La canzone è bella e sofisticata, come ci si aspetta da lui. Ma passa decisamente in secondo piano rispetto al lato visivo. Artificioso.

Max Gazzè
Max Gazzè

Noemi: 5

Una ballata super-sanremese per la cantante dai capelli rossi, che sembra essere tornata sul palco dell’Ariston più per mostrare i risultati della sua dieta che per proporre qualcosa di nuovo. Per ora non basta (ma la giuria demoscopica non è d’accordo). Prevedibile.

Noemi
Noemi

Madame: 6

E a proposito di canzoni contemporanee, Madame era attesa al varco dalla prova del nove della sua carriera. Con un pezzo di Dardust (evidentemente) dà voce alla sua Voce, ma non spinge quanto potrebbe e in fin dei conti si rifugia in un territorio che è troppo conosciuto. Ci si poteva aspettare qualcosa di più. Trattenuta.

Maneskin: 7

Una scarica di adrenalina rock per la band romana, che rispolvera l’energia che aveva presentato a inizio carriera a X Factor, per poi perderla di tanto in tanto in alcuni singoli successivi. Nulla di originale, ma hanno uno stile riconoscibile e la sfacciataggine per fare una proposta rock a modo loro anche su un palco sobrio come quello dell’Ariston. Gagliardi.

Maneskin
Maneskin

Ghemon: 6

Torna a Sanremo quasi irriconoscibile, con un soul/R&B dal groove sensuale e scanzonato che s’allontana tantissimo dall’immagine, anche musicale, che aveva regalato al grande pubblico due anni fa. Tutto sommato fa la sua figura, ma lascia la sensazione di una presenza non necessaria a questo Festival. Anonimo e raffinato.

Coma_Cose: 5

Una dichiarazione d’amore in salsa indie per la coppia milanese. Senza smettere di guardarsi mettono in scena una danza romantica e ipnotica, ma tutto si riduce lì, a un ritornello accattivante e qualche frase un po’ infantile. Alternativamente melensi.

Annalisa: 6

L’avevamo lasciata al 2018 con Il mondo prima di te, e il ritorno sul palco dell’Ariston per Nali non sembra dei migliori. Canta piuttosto bene, nei suoi standard, con il solito timbro potente e ammaliante, ma il pezzo è una ballata sanremese pop priva di slanci e anzi piuttosto debole. Alla lunga potrebbe venire a noia, ma la giuria demoscopica la premia con la vetta momentanea. Sprecata.

Annalisa
Annalisa

Francesco Renga: 5

Il pezzo non è semplice da cantare, ma nonostante l’esperienza Renga appare impacciato e poco ordinato in molti passaggi. Parte sussurrando, poi ci regala acuti quasi casuali, come stesse cantando un pezzo slegato. Va riascoltata, potrebbe migliorare nel corso delle serate, per ora non è sufficiente. Confuso.

Francesco Renga
Francesco Renga

Fasma: 6

L’artista che ha reso pop l’emo trap italiana sembra fare un passo indietro rispetto allo scorso anno. Parlami è un buon pezzo, carico di effetti sulla voce e d’intensità sul ritornello, ma non può puntare a grandi risultati, anche se la giuria demoscopica gli regala il terzo posto momentaneo. Involuto (o quasi).

Sanremo 2021: le pagelle degli ospiti

Diodato: 6

Non è in grande forma (la sua stecca su Fai rumore è diventata rapidamente virale) ma il pezzo, al di là del valore affettivo acquisito nel corso degli ultimi mesi, rimane di grande sostanza, come d’altronde anche Fino a farci scomparire e Che vita meravigliosa. Sottotono, ma talentuoso.

Loredana Bertè: 7

La giusta media tra la buona (ma ruvida, ovviamente) performance dal vivo nel piacevole medley di alcuni dei suoi successi, e il playback deludente del nuovo singolo, dal sound moderno e coinvolgente ma che nulla aggiunge alla sua carriera. Giovane dentro.

Achille Lauro: 6

Ormai Lauro deve eccedere per sorprendere, non bastano più lustrini e piume. Serve di più, osare come non si era mai fatto prima d’ora (almeno nel cortile di casa Rai). E così si rifugia in lacrime di finto sangue dall’impatto indubbiamente forte per il pubblico italiano, salvando la propria ennesima performance teatrale e piena di significato. Un significato che però è sempre ben nascosto dal vuoto di un’arte che è per pochi eletti, volendo essere buoni. Sacramente profano.

Fiorello e Matilda De Angelis: 7

Tralasciando tutti gli altri momenti di spettacolo regalati nel corso della serata, i due hanno messo su un ottimo duetto sulle note di Ti lascerò, mostrando colori inaspettati nelle voci. Affiatati.

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ultimo aggiornamento: 03-03-2021


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