Migliori album 2020: i dischi mainstream più rappresentativi dell’anno, quelli che hanno fatto battere maggiormente il cuore dei fan.

Quali sono i migliori album del 2020 ormai agli sgoccioli? Se il mondo intero è stato scosso dalla crisi del Covid, va detto che la musica, al di là dello stop doloroso ai concerti, è riuscita comunque a regalare nuove emozioni. Di grandi dischi ne sono usciti davvero molti anche quest’anno.

Dire quali sono i migliori album del 2020 in assoluto è un esercizio di stile che tanto piace alla critica specializzata, fermo restando che i gusti son gusti e che non sempre i dischi più amati dalla critica sono anche i più elogiati dal pubblico. Anzi, a dir la tutta è raro trovare unanimità tra esperti e amatori. Proviamo perciò a stilare una breve top 10 dei dieci album più rappresentativi di questo 2020 tra quelli ‘mainstream‘. Con buona pace dell’Academy dei Grammy e degli esperti di Pitchfork.

I 10 migliori album del 2020

Bruce Springsteen
Bruce Springsteen

10 – 2020 dei Bon Jovi

Non il miglior disco della carriera di Jon e compagni, ma probabilmente il migliore dal divorzio con Richie Sambora. Un anno così difficile è stato raccontato dal cantautore del New Jersey e dalla sua band con grande eleganza, attraverso storie e racconti emozionanti, in una veste pop rock che è quella tipica degli ultimi anni dei Bon Jovi, ma in questo caso meno affettata rispetto al recente passato. Insomma, 2020 non è un capolavoro, ma è un disco degno di essere riascoltato con piacere per riassumere questo difficilissimo anno. Di seguito il video di Do What You Can:

9 – Father of All Motherfuckers dei Green Day

In molti lo hanno dimenticato, visto che si tratta di un disco pienamente pre-Covid, ma il 2020 è stato l’anno anche del ritorno dei Green Day, uno dei gruppi più amati in ambito rock degli ultimi trent’anni. Con Father of All Motherfuckers la band si è ripresentata carica e gasatissima, regalandoci 26 minuti di pura energia garage e punkettara, degna del nome che portano. Di seguito il video di Father of All…:

8 – Power Up degli AC/DC

L’ultimo grande regalo per gli amanti del rock classico in questo 2020 è stato il ritorno sul mercato degli AC/DC. Anche stavolta, a distanza di quasi 50 anni di carriera, la band australiana non ha deluso le aspettative, con un album coerente, ma meno banale di quanto si possa pensare. Un disco dedicato a Malcolm Young e che di Malcolm ha molto. Power Up è probabilmente il disco migliore che il gruppo potesse regalarci in questo Ventunesimo secolo. Di seguito il video di Demon Fire:

7 – Che vita meravigliosa di Diodato

Vincere Sanremo e praticamente ogni altro premio alla portata della nostra musica, vedersi finalmente proiettato nella gloria meritata nell’anno più difficile per l’intera moderna cività. La storia di Diodato è quella di una fortuna sporcata, di un traguardo rovinato, di una gioia non gustata. Almeno non del tutto. Di certo il cantautore tarantino saprà rifarsi, ma il 2020 rimarrà l’anno più importante e contraddittorio della sua vita. Come Che vita meravigliosa, probabilmente, rimarrà l’album della svolta definitiva della sua carriera. Di seguito il video di Fai rumore:

6 – Ordinary Man di Ozzy Osbourne

A febbraio, quando ancora il Covid sembrava un nemico facilmente battibile, Ozzy è tornato sul mercato con l’undicesimo album della sua carriera solista, Ordinary Man, a distanza di dieci anni dall’ultima volta. Un disco che dovrebbe a breve essere seguito da un altro lavoro, ma che intanto ha riportato in auge uno degli artisti più amati di tutti i tempi in ambito rock e metal, non più fresco come una volta ma ancora in grado di scrivere brani che ridanno vigore a un genere scarico, ma non morto. Anche per questo è uno dei migliori album dell’anno. Di seguito la title track insieme all’amico Elton John:

5 – Rough and Rowdy Ways di Bob Dylan

Ma il 2020, che ricorderemo certo per la tragedia del Covid, è stato anche l’anno del grande ritorno di Bob Dylan. Il menestrello, dopo una serie di album di cover, è tornato a sfornare inediti a distanza di otto anni da Tempest. E il risultato è stato, come sempre magnifico. Con richiami alla ricerca degli ultimi anni, uno sguardo al passato più raffinato d’America, Bob è riuscito a rinverdire il suo talento, regalandoci con Rough and Rowdy Ways l’ennesima perla di una carriera immortale. Ecco l’audio del capolavoro Murder Most Foul:

4 – Gigaton dei Pearl Jam

Pubblicato il 27 marzo 2020, agli inizi del lockdown, quando ancora non ci rendevamo conto del tutto di quello che stavamo vivendo, Gigaton è un album che non ha avuto l’eco meritata. Un disco solido, concreto e profondo, che ci invita a riflettere sull’ecologia e su altri importanti temi per il futuro della nostra società. Un lavoro che avrebbe meritato di essere presentato dal vivo. Anche per questo aspettiamo con ansia il ritorno dei concerti. Di seguito il video di Dance of the Clairvoyants:

3 – Cinema Samuele di Samuele Bersani

Ci ha messo sette anni per regalarci un nuovo album, ma l’attesa è stata ampiamente ripagata. Cinema Samuele è un viaggio inebriante, vestito di modernità, ma intenso e profondo come solo il grande cantautorato italiano sa essere. Non poteva mancare in una lista dei migliori album dell’anno. Tra commozione e leggerezza, Bersani ci fa riflettere ancora una volta sulla vita e le sue mille contraddizioni, attraverso piccole storie di un’umanità che non deve essere perduta. Di seguito il video di Harakiri:

2 – Whoosh! dei Deep Purple

Li avevamo lasciati a Infinite del 2017 e pensavamo avessero scelto di chiudere in quel modo la propria carriera, avviluppati in una parabola necessariamente discendente. E invece il 2020 non solo ci ha restituito i Purple con un album di inediti (che potrebbe non essere l’ultimo), ma che li ha ridati anche in grande forma, tanto che Whoosh! può essere verosimilmente considerato il loro miglior disco almeno dai tempi di Abandon del 1998. Di seguito il video di Man Alive:

1 – Letter to You di Bruce Springsteen

La costante degli ultimi due anni ha un nome e un cognome: Bruce Springsteen. Se nel 2019 ci aveva regalato una sua versione solitaria e nostalgica, con uno splendido omaggio alla musica americana degli anni Cinquanta e Sessanta in Western Stars, il 2020 è stato il grande ritorno del Boss con la E-Street Band, per un disco come sempre ricco di significati, storie ed emozioni, in un viaggio consapevole verso la maturità e la morte. Di seguito il video della title track di Letter to You:


Il 2020 in dodici canzoni che hanno lasciato il segno

Mina canta This Is Me prima del discorso di fine anno di Sergio Mattarella