Esclusiva – Chiara Dello Iacovo: «Una ragazza Controcorrente»

Intervista Esclusiva su MusicBox: Chiara Dello Iacovo, una delle più belle voci emergenti italiane.

Classe 1995, occhi grandi, scuri ed un viso dolce con l’aria da sbarazzina, questa è Chiara Dello Iacovo, che fra meno di 72 ore si esibirà in gara al 66esimo Festival della canzone italiana di Sanremo nella sezione Nuove Proposte. Nata a Savigliano ma astigiana d’adozione Chiara oggi vive a Torino, il suo incontro con la musica è avvenuto all’età di appena 8 anni quando ha iniziato lo studio del pianoforte ed a 14 invece componeva e cantava già i suoi primi brani, sia testi che musica, in lingua inglese. Ma è stato solamente al ritorno da un viaggio negli Stati Uniti che Chiara realizza che le sue canzoni hanno bisogno di più profondità ma soprattutto di essere in lingua Italiana.
Sul palco dell’Ariston la giovane cantautrice italiana porterà il brano “Introverso” contenuto nel suo album d’esordio dal titolo “Appena Sveglia”, prodotto da Rusty Record e che uscirà il prossimo 12 Febbraio 2016. Attualmente “Introverso” è la canzone più trasmessa in radio tra gli 8 brani dei partecipanti nelle Nuove Proposte, inoltre Chiara si trova anche al primo posto, tra i giovani, con un totale di 13.255 fan su Facebook

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Chiara Dello Iacovo prima dell’inizio della kermesse canora. Intervista a cura della nostra inviata Carmen De Sio

Fra qualche giorno esce il tuo album d’esordio “APPENA SVEGLIA” un disco definito da te stessa controcorrente, perché?

A livello tecnico, perché propone un sound vero ed essenziale (alcune canzoni sono state addirittura registrate in presa diretta, il lavoro di editing e post produzione sono stati ridotti allo stretto necessario). A livello esistenziale invece, perché fondamentalmente rispecchia quella che è la mia indole. Più che controcorrente però, che può dare l’impressione di avversione, lo e mi definirei fuori dalla corrente: un po’come Siddharta che guarda il fiume dalla riva. È una rivolta pacifista.

Fra meno di 72 ore sarai invece in gara al Festival di Sanremo con il brano “Introverso”. Perché hai scelto questo singolo per un palco come l’Ariston?

Mi sono ostinata a portare avanti questo brano, ne abbiamo discusso con la casa discografica, perché mi ero promessa che se mai fossi andata a Sanremo non l’avrei fatto con una canzone d’amore. Volevo un po’ sfatare il canone tradizionale secondo cui una donna debba sempre finire per cantare d’amore, e così si ritorna al “fattore controcorrente” della domanda precedente. Per lo meno do segni di coerenza.

Come ti prepari ad affrontare un palco così importante?

Credo che non si sia mai abbastanza pronti per questo genere di eventi. L’unica cosa che posso fare è far sì che le prove risultino le migliori possibili, così da non essere divorata dai sensi di colpa e negligenza se per disgrazia qualcosa dovesse andare storto. Anche se chi lavora con me lo sa, io sono un po’ un terno all’otto, quando mi esibisco entrano in gioco mille fattori e dal momento che considero il palco come un territorio franco può succedere di tutto. Cercherò di fare la personcina diligente.

Per il look e l’outfit che sfoggerai a Sanremo a chi ti sei ispirata?

Uno dei mondi che mi popola è di sicuro quello del circo, e a questo giro la sua mano si intravede.
Il videoclip di “Introverso” è stato diretto da Alice Bulloni e anche da te. Di chi è stata questa idea alla regia, così come la stessa storia che vediamo nella clip?
Tutti i miei videoclip sono scritti da me, so che suona molto autoreferenziale ma è così. Mi piace usare il video come un ulteriore piano di narrazione. Alice è la mia collaboratrice più stretta, nonché quella delle due che ha le competenze tecniche, e il suo apporto è fondamentale ogni volta che giriamo. Fino ad ora non è intervenuta nella scrittura dei soggetti, anche perché io li cambio e li correggo fino al giorno prima facendola impazzire, ma ha una fantasia vivida almeno quanto la mia, perciò penso proprio che prossimamente verranno fuori degli sceneggiati a quattro mani. E poi è un mago del montaggio.

Subito dopo l’esperienza sul palco di Sanremo sarai impegnata in un instore tour per la promozione dell’ album. Quali sono le tue aspettative?

Vedrò finalmente Napoli, e lo farò promuovendo il mio album, cosa posso chiedere di più?

Come ti sei avvicinata al mondo della musica?

È stato un avvicinamento indotto: mio padre è sempre stato un appassionato autodidatta, in realtà ha molti altri talenti artistici e molto del mio estro è merito dei suoi geni. E così ha introdotto sia me che mio fratello allo studio della musica quando avevamo all’incirca sei anni. A otto ho cominciato a studiare musica classica, ma sebbene mi piacesse mi sentivo incompleta limitandomi solamente a suonare il pianoforte. Alle medie ho scoperto la passione per il canto e con lui la scrittura, e da quel momento quelle che inizialmente erano intenzioni ancora informi hanno cominciato piano piano ad acquistare sempre più corpo. L’unione di queste discipline mi ha permesso di cominciare a costruire il mio spazio.

Hai iniziato a scrivere e comporre musica e testi prima in lingua inglese, quando hai capito che l’ italiano è più incline alle tue corde e se un domani credi di pubblicare anche qualche brano in lingua?

Per adesso non ho in programma nessuno ritorno all’inglese, credo che così facendo rischierei soltanto di disperdermi tra la marea di altri artisti, italiani e non, che già lo fanno. Ho da poco scoperto di avere una casella libera nel mondo della musica italiana, ho scoperto di avere uno stile tutto mio su cui posso ricamare per renderlo sempre più simile a me. Tornare all’inglese, ora come ora, sarebbe prematuro.

Sei giovanissima eppure hai già conquistato diversi riconoscimenti nel campo musicale. Dove ti vedi fra qualche anno?

Onestamente non so dove mi potrei ritrovare tra qualche mese, quindi pronosticare un arco temporale così vasto mi risulta davvero difficile. Sono molto possibilista, e onestamente mi vedo tanto alle prese con l’allestimento della scenografia di un tour nei teatri assieme al mio terzo album, quanto all’ottavo anno di conservatorio, quanto alla scuola di teatro fisico di Kuniaki a Milano. Ho tanti progetti embrionali che formicolano nella mia pancia, e troppe cose da voler esplorare e imparare: vediamo come si intrecceranno desideri e necessità.

 

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ultimo aggiornamento: 10-02-2016

Carmen De Sio