Phil Spector: la carriera, la vita privata e tutte le curiosità sul controverso produttore discografico creatore del Wall of Sound.

Fino agli anni Sessanta, il produttore musicale era una figura che agiva quasi nell’ombra e nell’anonimato. Le luci dei riflettori erano tutte per gli interpreti, qualche volta per gli autori. Poi è arrivato Phil Spector, e la musica è cambiata per sempre. E non solo per via del suo celebre Wall of Sound. Scopriamo insieme alcune curiosità sulla sua carriera e la sua vita privata.

Chi era Phil Spector: la biografia

Harvey Philip Spector nacque a New York il 26 dicembre 1939 sotto il segno del Capricorno. Cresciuto in una famiglia ebrea del Bronx, fu vittima da bambino di bullismo. Dopo aver dovuto soffrire per il suicidio del padre, avvenuto quando aveva dieci anni, nel 1953 si trasferì a Los Angeles. Da adolescente imparò a suonare la chitarra, e già a 16 anni iniziò a farsi le ossa tra piccole realtà locali.

chitarra Stratocaster
Chitarra Stratocaster

Grazie all’amicizia con Stan Ross, produttore e socio proprietario dei Gold Star Studios, imparò da ragazzo le tecniche di produzione. Con i suoi Teddy Bears, nel frattempo registro un brano importante come To Know Him Is to Love Him, che raggiunse il primo posto nella classifica americana e vendette oltre un milione di copie:

In questo periodo fu vittima di un episodio traumatico che influenzò la sua vita futura: mentre era in tour, fu raggiunto in bagno da alcuni delinquenti che gli urinarono addosso. Da quel giorno, Phil portò sempre con sé una pistola. Nel 1959 terminò l’avventura dei Teddy Bears, e da quel momento Spector s’interessò maggiormente alla produzione. Piano piano si fece le ossa, con prime hit da top 10 nei primi anni Sessanta, e nel frattempo continuò a suonare come turnista. Quindi fondò un’etichetta e lanciò un promettente gruppo vocale femminile, le Crystals: il successo fu immediato grazie a singoli come Uptown:

Forte di questo nuovo successo, Spector venne coinvolto nella produzione di alcuni dei brani più importanti del periodo, compresa quella Be My Baby delle Ronettes divenuta una degli emblemi più chiari del suo Wall of Sound, ovvero della tecnica di produzione che aggiungeva alla strumentazione tradizionale quella orchestrale.

Personaggio eccentrico già da quegli anni, Spector dichiarò di essere sempre più interessato a produrre singole canzoni piuttosto che album interi, definendo i dischi come “due successi e dieci pezzi di spazzatura“. A cavallo della seconda metà del decennio lavorò a tutte le maggiori hit dei Righteous Brothers, ma collaborò anche con i Rolling Stones, ad esempio nel singolo Little by Little. Tra i lavori di cui fu più orgoglioso c’è però River Deep – Mountain High di Tina e Ike Turner, un brano dal successo commerciale limitato ma oggi diventato un classico coverizzato da tantissimi artisti:

Gli anni Settanta furono quelli dell’avvicinamento al gruppo più importante della storia, i Beatles. Fu lui infatti ad avere il compito importante di pubblicare il loro ultimo album, Let It Be. Oltre che al disco di commiato della band, Spector lavorò anche ai primi singoli da solisti di John Lennon e George Harrison, proseguendo la collaborazione con loro anche dopo la fine del gruppo di Liverpool. Tra i successi da lui prodotti ricordiamo Imagine, Happy Xmas e The Concert of Bangla Dash:

Nei primi anni Settanta le sue eccentricità superarono il limite. Rischiò con un colpo di pistola di far perdere l’udito a Lennon, e poi ebbe un incidente d’auto quasi mortale che gli costò un lungo periodo in coma e oltre 700 punti tra volto e nuca. Tornò alla musica qualche anno dopo, e nel 1977 produsse e co-scrisse Death of a Ladies Man di Leonard Cohen. Lavorò quindi nel 1980 con i Ramones, producendo End of the Century. Di fatto fu l’ultimo grande lavoro della sua carriera.

La morte di Phil Spector

Phil è morto il 16 gennaio 2021 dopo quattro settimane di ricovero in ospedale in seguito al contagio da Covid-19. Quando è stato colpito dalla malattia era ancora in prigione per l’omicidio di Lana Clarkson.

La vita privata di Phil Spector: moglie e figli

Phil sposò nel 1968 Veronica Bennett, detta Ronnie, cantante delle Ronettes. La loro storia fu ricca di momenti drammatici, a causa della gelosia di Spector, che costrinse la donna a vivere reclusa nella propria casa. Divorziarono nel 1974. Dopo una serie di altre storie, ebbe due gemelli nel 1982 da Janis Zavala. Uno dei suoi figli morì nel 1991 per la leucemia.

L’episodio che cambniò la sua vita avvenne il 3 febbraio 2003, quando venne trovata morta a casa sua la modella e attrice Lana Clarkson. Lui parlò di suicidio, ma per la polizia tutto faceva pensare a un omicidio. Venne imprigionato e liberato solo dietro pagamento di una cauzione di un milione di dollari. Nel 2009 fu condannato definitivamente a una pena da 19 anni all’ergastolo. Nel frattempo, nel 2006, sposò la ventiseienne Rachelle Short. I due divorziarono nel 2016.

Sai che…

You’ve Lost That Lovin’ Feelin‘, brano dei Righteous Brothers prodotto e co-scritto da Spector nel 1965, oltre a essere uno dei primi singoli commerciali da più di tre minuti, è stato premiato nel BMI come il più riprodotto del XX secolo negli USA.

– Nel 1989 è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame. Rolling Stone lo ha inserito nella classifica dei 100 migliori artisti di tutti i tempi.

– Il vero cognome di suo nonno, di origini russe, era Spektor, trasformato in Spector all’ufficio immigrazione di Ellis Island.

– Un film su Phil Spector è stato diretto da David Mamet nel 2013. Il produttore è interpretato da Al Pacino.

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ultimo aggiornamento: 18-01-2021


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