Francesco Guccini, un poeta prestato alla musica

Francesco Guccini: la carriera, la vita privata e le curiosità sul padre della scuola cantautorale emiliana.

Francesco Guccini è un’istituzione della nostra canzone. Di menti capaci di creare brani come i suoi, ne sono nate davvero poche. Figlio di quella scuola cantautorale emiliana che si lasciò ispirare dal folk americano piuttosto che dal cantautorato francese (a differenza della scuola genovese), ha saputo nel corso di una carriera lunga e intensa dar vita a lavori entrati di diritto nella storia della musica italiana.

Ripercorriamo insieme la sua carriera, tra momenti di poesia e sensibilità, e alcune curiosità figlie di un personaggio sempre autentico, mai banale.

Chi è Francesco Guccini

Francesco Guccini è nato il 14 giugno 1940 sotto il segno dei Gemelli. Cresciuto nei primi anni di vita in montagna a causa dello scoppio della guerra mondiale, torna a Modena dopo il ritorno del padre dal fronte.

Francesco Guccini
FONTE FOTO: https://www.facebook.com/francescogucciniofficial

Durante gli anni del liceo inizia a suonare la chitarra. Dopo essersi diplomato, scrive le sue prime canzoni di stampo rock and roll. Ma negli anni Sessanta cambia stile si dedica alla canzone d’autore. Il primo brano impegnato che scrive è L’antisociale.

Dopo il servizio militare e le prime esperienze in alcuni gruppi emiliani, iniza a interessarsi al beat e ai primi lavori di Bob Dylan. In questo periodo, attorno alla metà degli anni sessanta, scrive capolavori come Auschwitz, lanciata inizialmente dall’Equipe 84:

Nel 1966 inizia una fortunata collaborazione con i Nomadi, che aiuta nell’album di debutto Noi non ci saremo. Debutta come cantautore con l’album Folk beat n. 1 nel marzo 1967, ma non ottiene successo. Contemporaneamente, riesce a ottenre grande fama con il suo brano Dio è morto, cantato dai Nomadi. Un pezzo straordinario apprezzato addirittura da Papa Paolo VI, ma censurato dalla Rai per presunta blasfemia.

Tra alti e bassi, sul finire degli anni Sessanta prosegue una carriera artistica dal doppio binario: da un lato cerca di imporsi come cantautore, dall’altro non disdegna di continuare a scrivere canzoni per altri artisti.

Una svolta nella sua carriera arriva nel 1972, quando dà alle stampe Radici, album contenente una delle sue canzoni più famose ancora oggi: La locomotiva. In questo testo, incentrato sul tema dell’uguaglianza e della giustizia sociale, l’artista mette tutto se stesso, donando alla canzone di protesta un velo di poesia che raramente aveva ottenuto in passato.

Tra un album più ironico e uno più intimista, la carriera di Francesco prosegue a questo punto con un andamento piuttosto costante, con qualche picco di successo in occasione di alcuni lavori, ad esempio Via Paolo Fabbri 43, album del 1976 che arriva a essere tra i cinque più venduti dell’anno.

Divenuto una vera e propria icona della musica cantautorale italiana, un poeta come pochi altri, Guccini si può permettere di scrivere di tutto e su tutto, alternando tra progetti di varia natura e spesso incontrandosi con i suoi colleghi più cari, come Lucio Dalla e Gianni Morandi. Per tutti gli anni Ottanta e Novanta dà alle stampe lavori eccellenti come Metropolis e Quelli che non…, per raggiungere con grande lucidità il nuovo millennio, nel quale riesce a pubblicare tre album: Stagioni del 2000, Ritratti del 2004 e L’ultima Thule del 2012. Cosa fa oggi Guccini? Nel 2013 ha abbandonato il palco, ma ancora di tanto in tanto è possibile godere della sua splendida presenza all’interno di brani di altri autori. Ad esempio, nel 2018 ha collaborato per la prima volta col suo caro amico Roberto Vecchioni nel brano Ti insegnerò a volare.

La vita privata di Francesco Guccini: moglie e figlia

Francesco Guccini è stato sposato dal 1971 al 1977 con Roberta Baccilleri. Il 21 aprile 2011 si è quindi sposato una seconda volta a Mondolfo, in provincia di Pesaro-Urbino, con Raffaella Zuccari, donna conosciuta quindici anni prima.

Ha una figlia, Teresa Guccini. Una curiosità? Si è laureata nel marzo 2007 Letteratura italiana al DAMS di Bologna con una tesi sul padre e Robbie Williams, artista per cui ha lavorato nel suo periodo londinese.

10 curiosità sul cantautore

-Non solo cantautore. Guccini è stato anche sporadicamente attore, ha scritto diverse colonne sonore, ha sceneggiato alcuni fumetti e ha dato alle stampe diversi best-seller.

-Ha lavorato per due anni come cronista alla Gazzetta di Modena. Per il giornale ha intervistato nel 1960 Domenico Modugno: un incontro che gli ha cambiato la vita e lo ha spinto a dedicarsi alla canzone cantautorale.

-Non si è mai laureato, ma ha ricevuto due lauree honoris causa: una in Scienze della formazione nel 2002 dall’Università di Bologna; una in Scienze umanistiche dall’American University of Rome nel 2012.

-Il 14 giugno 1979 prese parte allo storico concerto in memoria di Demetrio Stratos.

-Si è sempre dichiarato apertamente di sinistra, seppur in maniera critica.

-È uno degli artisti che ha ricevuto più riconoscimenti dal Club Tenco.

-La sua ultima esibizione dal vivo è stata allo Stadio Dall’Ara nel Concerto per l’Emilia, manifestazione per raccogliere fondi per le vittime del sisma del 2012.

-Uno dei suoi più cari amici è Luciano Ligabue. Il rocker di Correggio ha sempre considerato Guccini un maestro.

-Nel 2019 ha commentato la notizia che anche Matteo Salvini apprezzi la sua musica con questa battuta: “Anche Dante lo hanno letto cani e porci…“.

-Su Instagram Francesco Guccini non ha alcun account.

Di seguito L’avvelenata, una delle canzoni più amate di Guccini:

FONTE FOTO: https://www.facebook.com/francescogucciniofficial

ultimo aggiornamento: 14-06-2019