Coronavirus: le canzoni italiane che lo avevano previsto

Le canzoni italiane che avevano previsto il Coronavirus

Le migliori canzoni italiane che avevano previsto il Coronavirus e tutto quello che comporta: la paura del contagio, la follia collettiva, l’isolamento.

Non solo libri e film: anche alcune canzoni italiane avevano previsto il Coronavirus e quello che comporta. Da inconsapevoli Nostradamus, alcuni dei nostri migliori artisti di tutti i tempi avevano cantato la sofferenza, il disagio, la follia collettiva e la paura del contagio per un male non ben definito.

Andiamo a scoprire tre di queste canzoni che avevano anticipato tutto quello che oggi sta accadendo.

Coronavirus: le canzoni italiane che lo avevano previsto

Edoardo Bennato
Edoardo Bennato

Edoardo Bennato – Bravi ragazzi

Partiamo con Bennato, che si è sempre dimostrato uno dei cantautori più lungimiranti della nostra canzone. In questo brano tratto dall’album I buoni e i cattivi, il suo secondo disco e uno dei suoi capolavori assoluti, parla di un coprifuoco imposto dall’alto che inizialmente sembrava uno scherzo, ma che diventa poi qualcosa di molto serio:

Una di notte, c’è il coprifuoco, e pensare che all’inizio sembrava quasi un gioco. Ora non c’è più tempo per pensare, tutti dentro, chiusi ad aspettare“.

Riascoltiamola insieme:

Renato Zero – Contagio

E che dire di Contagio, un brano ancora più esplicito del mitico Re dei Sorcini. Scritto nel 1982, racconta di misure contenitive necessarie per combattere il dlagare di un misterioso male. Misure che strabordano e diventano l’inizio di un sistema autoritario basato sulla paura:

L’epidemia che si spande, l’isolamento è un dovere oramai… dare la mano è vietato, se mai soltanto un dito, e l’errore punito sarà“.

Questo l’audio di Contagio:

Giorgio Gaber – La peste

E chiudiamo con un profeta tra i profeti, quel Gaber che mai come negli ultimi anni ci sta mancando fortemente. Nel 1974 raccontava di una pestilenza misteriosa che dilaga in quel di Milano. E dalla paura del contagio si passa presto alla conta dei morti, che diventano solo numeri, mentre la popolazione è invitata a chiudersi in casa.

Serpeggia nell’aria con un certo mistero, le voci sono molte, non è proprio un segreto, la gente ne parla a bassa voce, la notizia si diffonde piano per tutta Milano. La gente ha paura, comincia a diffidare, si chiude nelle case. Uno scoppio di terrore, un urlo disumano, la peste a Milano!“.

Ecco l’audio di La peste:

ultimo aggiornamento: 24-03-2020