Attentato di Manchester, Ariana Grande: “Un peso che porto dentro”

Ariana Grande torna a parlare dell’attentato terroristico di Manchester e di come l’abbia irrimediabilmente cambiata.

Il prossimo 22 maggio sarà trascorso un anno esatto da quel terribile giorno a Manchester. Ariana Grande stava per lasciare l’arena quando l’attentato terroristico venne attuato. Nessuna conseguenza per lei, non immediata e di certo non fisica, ma i suoi fan e chi li aveva accompagnati, vissero attimi di terrore. Furono 22 le vittime quel giorno, che Ariana Grande non può e di certo non vuole dimenticare. Fa parte di lei in qualche modo e l’ha cambiata. Di questo ha parlato a Time Magazine.

Ariana Grande ricorda l’attentato di Manchester

Una lunga intervista la sua, che affronta svariati temi, evitando accuratamente l’addio a Mac Miller ma, a un passo dal triste anniversario dell’attentato terroristico di Manchester, era impossibile non parlare di quanto accaduto allora, ma soprattutto da allora.

Il primo istinto è quello di non parlarne pubblicamente, ma poi decide di lanciare il proprio messaggio: “Non voglio dare a quanto successo tutto questo potere. È qualcosa di così negativo, è la parte peggiore dell’umanità, in assoluto. È proprio per questo che ho fatto del mio meglio per reagire così. L’ultima cosa che vorrei è che i miei fan vedano tutto ciò e pensino che loro abbiano vinto. La musica dovrebbe essere la cosa più sicura al mondo, e credo sia per questo che quel giorno pesa ancora sul mio cuore, in maniera così forte, ogni singolo giorno. Vorrei solo poter fare di più per aggiustare le cose”.

Ariana Grande
Fonte Foto: https://www.facebook.com/j14magazine/

Attentato di Manchester, cosa accadde al concerto di Ariana Grande

Era il 22 maggio 2017, e alle 22.35 (orario locale) molti giovanissimi, in tanti accompagnati dai propri genitori, lasciavano l’Arena di Manchester. Il concerto di Ariana Grande era appena terminato, quando un’esplosione ha trasformato quella serata in una notte del terrore.

Ben 22 morti, 59 feriti e, al tempo, 12 dispersi. Questo fu il primo e spaventoso bilancio. Tra i feriti molti bambini sotto i 16 anni, con soli 6 anni di differenza rispetto al proprio assassino: Salman Abedi, 22 anni, inglese di origini libiche. Aveva realizzato un ordigno in casa, rudimentale ma terribilmente letale. Scelse di morire, portando con sé quante più persone possibili, in nome dell’Isis.

Ma la musica, come dice Ariana, ha il potere di salvare. E dopo il lungo silenzio di dolore, Sweetener, l’album in uscita nel 2018 nonché quarto lavoro in studio della cantante, è sicuramente la prova di tutto ciò: un disco che, come ha spesso dichiarato nelle numerose interviste, vuole riportare la luce e la speranza.

Fonte Foto: https://www.facebook.com/j14magazine/

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ultimo aggiornamento: 18-05-2018

Luca Incoronato