Una delle conseguenze del ritorno dei talebani in Afghanistan potrebbe essere l’addio alla musica: lo ha annunciato un portavoce del nuovo governo.

L’Afghanistan è pronto a dire addio alla musica, o comunque a provare a limitarla. Il ritorno dei talebani sta avendo conseguenze drammatiche nel Paese, e tra queste potrebbe tornare anche un odioso divieto che già era stato imposto tra il 1996 e il 2001: lo stop alla musica. Lo ha annunciato al New York Times un portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, asserendo che la musica è proibita nell’Islam (tesi secondo molti opinabile). Per questo motivo si tenterà di convincere la gente ad abbandonarla, senza esercitare pressioni. O almeno questo sarebbe l’obiettivo.

Sassofono jazz
Sassofono jazz

Afghanistan senza musica?

La musica è proibita nell’Islam, ma speriamo che riusciremo a persuadere la gente a rinunciare, senza dover esercitare pressioni“, ha affermato il portavoce dei talebani. Anche per questo motivo tanti cantanti, come la popstar Aryana Sayeed, hanno deciso di abbandonare subito il paese, temendo ripercussioni da parte del nuovo governo.

Lo stop dei talebani con tutta probabilità toglierà agli artisti la possibilità di esibirsi in pubblico. Ovviamente non potranno più esserci concerti nel paese, e a rischio ci sarebbe anche la musica in televisione, con i talent, che negli ultimi anni avevano appassionato buona parte della popolazione, a rischio chiusura.

I talent saranno vietati in Afghanistan?

Negli ultimi anni molti talent tra i più famosi nel mondo occidentale avevano raggiunto anche l’Afghanistan. Ad esempio, nel 2013 era sbarcato a Kabul Afghanistan’s Got Talent, nato dal celebre format ideato da Simon Cowell. Un talent che a questo punto potrebbe essere costretto a chiudere.

Durante il precedente periodo di potere talebano, i fondamentalisti avevano vietato non solo la musica, ma anche le riviste di moda, alcol e trucchi, oltre a giochi come il biliardo, le carte e gli scacchi, per arrivare ad altri tipi di materiali da intrattenimento come cd, videocassette, antenne, fuochi d’artificio e materiale pornografico. Una serie di divieti che oggi torna d’attualità.


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