Born in the U.S.A compie 34 anni: alla scoperta del successo di Bruce Springsteen

Un disco che ha cambiato radicalmente la storia della musica internazionale. Tanti auguri a Born in The U.S.A, fra gli album più famosi di Bruce Springsteen.

Ci sono compleanni e anniversari che non possono ricordare, e sicuramente quello di Born in the U.S.A di Bruce Springsteen è uno di quelli. Parliamo dell’album della vera e propria consacrazione del Boss, uscito il 4 giugno del 1984 e destinato a diventare un successo planetario fin da subito.

Il 4 giugno 1984 usciva Born in the U.S.A

Certo, agli inizi degli anni Ottanta Springsteen si era già fatto notare e non poco, ricevendo critiche positive dai fan e dai colleghi Basti pensare a Lennon, che parlò di Hungry Heart come il miglior singolo rock’n’roll dai tempi dei Beatles. Ma la vera svolta della carriera di Bruce fu proprio il 1984, quando il suo settimo album vide la luce.

Proprio la traccia che dà il titolo al disco, Born in the U.S.A, fu l’inizio di tutto, il punto di partenza compositivo. I lavori cominciarono nel 1982 e procedettero in maniera piuttosto frammentaria fino al 1984, finché il 4 giugno dello stesso anno finalmente l’album uscì.

Inutile dirlo: fu un successo fin dal primo ascolto. 30 milioni di copie vendute, di cui la metà solo negli Stati Uniti, e l’inizio di un’era, fra plausi, imitazioni e certo, anche critiche, sopratutto alla svolta più commerciale del Boss. E una curiosità: anche in Italia è secondo per vendite, con circa un milione e mezzo di copie vendute.

Bruce Springsteen
FONTE FOTO: https://it.pinterest.com/pin/782993085186085603/

Il significato di Born in the US.A: un disco… americano

Il titolo non lascia certo spazio a numerose interpretazioni: un filone patriottico, un inno d’amore alla patria del cantante. Fu lo stesso Spingsteen a dichiararlo in un’intervista a Rolling Stone, diventata celebre, rilasciata nel 1984:

«Penso che ciò che sta succedendo ora è che la gente ha voglia di dimenticare. C’è stato il Vietnam, c’è stato il Watergate, c’è stato l’Iran […] Penso che la gente abbia bisogno di provare sentimenti positivi nei confronti del loro Paese».

Basta ascoltare tutte le tracce, poi, per immergersi nella grande musica della settima fatica discografica del Boss: sette singoli estratti, e oltre alla title track, ecco brani come Dancing in the DarkI’m on Fire, Glory Days, My Hometown. Insomma, dischi così nascono veramente ogni cinquant’anni. E non possiamo che festeggiarlo con il video della celebre Born in the U.S.A:

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ultimo aggiornamento: 04-06-2018

Lorenzo Martinotti