Storia della musica alternativa: sta tutta in una mappa!

Una fantastica idea per “tracciare” la musica alternativa e capire come si è sviluppata nel tempo: ecco la mappa creata da James Quail.

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La musica alternativa è stata… mappata! A pensarci è stato il designer James Quail, dell’agenzia creativa Dorothy, che l’ha messa in vendita, a disposizione di chi voglia comprendere l’evoluzione di questo genere.
Un genere, la musica alternativa, che spesso è difficile inquadrare, e che per questo motivo è utile in qualche modo tracciare, per non perderne le radici.
Radici che James Quail ha ravvisato in quattro storiche band: Ramones, Sex Pistols, Joy Division, The Smiths.

300 artisti in un’unica mappa

Come è spiegato sul sito ufficiale di vendita, sulla mappa sono celebrati ben 300 artisti, scelti tra i musicisti, gli artisti ma anche i manager e i produttori che hanno davvero segnato una svolta nel campo della musica alternativa. I macro-gruppi da cui tutto è partito sono Ramones, Sex Pistols, Joy Division e Smiths, passando poi per Clash, David Bowie, Television, Radiohead, Blur, Talking Heads, Patti Smith. Ci sono anche altri mostri sacri della scena musicale fuori dagli schemi, come i Velvet Underground, i Pixies, i Nirvana, i Kraftwerk, ma anche i più “giovani” dal punto di vista musicale White Stripes e Strokes.

Nella mappa ci sono anche nomi che qualcuno non si aspetterebbe, come ad esempio quello della celebre stilista Vivienne Westwood, che con la sua moda punk ha contrassegnato e stigmatizzato un’epoca. Per non parlare anche di etichette discografiche che hanno saputo cogliere le energie e la creatività del momento, dando fiducia ai talenti: la Stiff, la Rough Trade e la Postcard sono le etichette citate nella grande mappa.

Un successo incredibile

La mappa della musica alternativa è già diventata di culto, forse anche grazie alla notizia rimbalzata di sito in sito. Un successo tale che sul sito web si annuncia qualche ritardo nella consegna, per via dell’ingente quantitativo di ordini.
Un buon segno, in un’epoca in cui la musica alternativa sembra essere stata accantonata per concedere sempre più spazio a pop da classifica e brani costruiti ad hoc per accumulare views sulle piattaforme video.

Foto tratta dal sito web WeAreDorothy