Secondary ticketing: si apre l’indagine, artisti indignati

Il fenomeno del secondary ticketing sta occupando in queste ore l’attenzione dei media: si è appena aperto un filone di indagine.

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Dopo la denuncia in Procura da parte del promoter di Bruce Springsteen, Claudio Trotta di Barley Arts, e il servizio de Le Iene, il fenomeno del secondary ticketing è ora oggetto di un filone d’indagine destinato ad assumere vaste proporzioni. Truffa informatica e sostituzione di persona sono le accuse rivolte contro i siti online che mettono a disposizione di siti di bagarinaggio online migliaia di biglietti, per ricavarne poi il 90%.

La bolla è scoppiata dopo l’intervista de Le Iene all’ad di Live Nation, che poche ore fa ha trasmesso questo comunicato sul sito ufficiale:

“In riferimento al servizio andato in onda ieri sera 8 novembre all’interno del programma televisivo “Le Iene”, Live Nation precisa e puntualizza che le affermazioni contenute nel servizio si riferivano unicamente a pochi Artisti internazionali e che nessuno degli Artisti italiani ha mai chiesto di assegnare biglietti dei loro spettacoli al mercato di vendita secondario.

Ugualmente Live Nation garantisce di non aver spontaneamente immesso sul mercato secondario quantitativi di biglietti dei concerti di Tiziano Ferro, Giorgia e Marco Mengoni, attualmente in vendita.”

Artisti indignati

Il primo a sganciarsi da Live Nation è stato Vasco Rossi, con un messaggio del suo management. Le accuse lanciata dall’ad, infatti, parlavano di artisti che intascavano gli introiti del bagarinaggio online.
Tiziano Ferro ha postato questo messaggio, intriso d’amarezza:

“Sono sconcertato, amareggiato e fortemente indignato a causa dei recenti avvenimenti che coinvolgono Live Nation Italia.
Vorrei concedermi alla rabbia e all’istinto del momento ma la verità è che non posso.

La mia priorità sono le circa 150.000 persone che hanno già deciso di esserci durante il mio prossimo tour. Mi è stato assicurato e garantito che Live Nation non ha mai, oggi come in passato, immesso miei biglietti sul mercato secondario.
Detto ciò prendo le dovute distanze da chi ha sbagliato, per loro ci saranno di certo conseguenze ma adesso ho solo una priorità: questo tour e i miei fan.
Non possiamo fermarci, nonostante tutta la bruttezza che ci sta investe.”

Anche il management di Giorgia ha chiaramente espresso l’estraneità dell’artista romana alla vicenda:

“Confermiamo in toto l’estraneità di Giorgia e di chi la rappresenta alla partecipazione di questa TRUFFA dichiarata dal presidente di Live Nation Italia, operata da Live Nation riguardante il “secondary ticketing”: MAI da qualcuno del suo staff,management o altro vicino a lei o dall’artista stessa è stata fatta richiesta per operare in questa maniera disonesta; e stiamo verificando che anche per il passato non siano state commesse irregolarità per quanto riguarda Giorgia.”

Idem per Marco Mengoni, che ha affermato:

“Lavoro con Live Nation dal 2014 e né io né il mio management abbiamo mai avuto alcuna evidenza di irregolarità nella vendita dei concerti. Siamo sconvolti dall’accusa mossa da De Luca secondo cui gli artisti imporrebbero la pratica di vendita illegale di biglietti e dichiaro la mia assoluta estraneità ai fatti. Attraverso i nostri legali stiamo facendo le opportune indagini per la tutela dei diritti del pubblico e per verificare la massima trasparenza sullo svolgimento dei fatti”.

Si è fatta sentire anche la Friends & Partners, che cura fra gli altri i concerti di Elisa, Biagio Antonacci, Pooh, Laura Pausini, Nek e Modà, commentando che quello che è venuto fuori ha gettato fango indistintamente su tutti ed è bene autodenunciarsi.