Vai al contenuto

Perché Vivienne Westwood è stata la vera madrina del punk

Punk

La stilista Vivienne Westwood è morta: era stata lei la vera madrina del punk, la donna che ha creato un immaginario collettivo.

Il 29 dicembre 2022 è una data destinata a rimanere nella storia. In un colpo solo se ne sono andati, nel giro di poche ore, il nostro Giovanni Pezzoli, batterista degli Stadio, Pelé, uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, e anche la stilista Vivienne Westwood, un nome rivoluzionario nel mondo della moda ma anche, e forse soprattutto, in quello del rock.

La donna, classe 1941, è scomparsa serenamente e circondata dalla sua famiglia a Clapham, nella zona meridionale di Londra. Un lutto che ha addolorato tutto il Regno Unito, gli amanti della moda ma anche chi ha conosciuto il suo impatto nel mondo della musica. Una storia di rivoluzione, innovazione, provocazione, iniziata negli anni Sessanta e capace di cambiare per sempre l’immaginario collettivo di una generazione.

Il ruolo fondamentale di Vivienne Westwood per il punk

Una donna dalle idee chiare fin da subito. Vivienne sapeva bene cosa voleva, fin da giovanissima. Nata Vivienne Isabel Swire, la giovane studentessa d’arte di Harrow sposò a soli 21 anni Derek Westwood, ereditando il suo cognome, oltre a un figlio, Benjamin. Talento precoce e dalla forte personalità, dimostrò fin da subito di voler cucire la sua vita a sua immagine e somiglianza. Non a caso, non andò certo in un atelier per farsi un abito da sposa, ma lo pensò e realizzò con le proprie mani.

Punk
Punk

La svolta della sua vita fu però la conoscenza di Malcolm McLaren, nel 1967, quando ormai il suo matrimonio era arrivato al capolinea. I due andarono a vivere insieme in una casa popolare a Clapham e qui misero al mondo il suo secondogenito, Joseph Corré. Insegnante per molti anni, venne coinvolta proprio dal suo compagno nel negozio di King’s Road, quello che di fatto segnerà la nascita del punk inglese.

Un immaginario collettivo partorito dalla mente della stessa Vivienne: fu lei infatti a realizzare gli oggetti, i monili, i vestiti, gli accessori e tutto ciò che nel celeberrimo negozio, frequentato anche dai giovani Sex Pistols, la “creatura” più riuscita di McLaren, veniva venduto alle nuove generazioni di ribelli inglesi.

La regina del punk

Se inizialmente lo stile proposto dal negozio di King’s Road, il celebre Let It Rock, poi ribattezzato Sex, era ispirato soprattutto a biker, feticisti e prostitute, a regalare nuova ispirazione a Westwood fu un viaggio verso la metà degli anni Settanta a New York con il suo amato Malcolm.

Leggi anche
La triste storia di Sid Vicious, l’icona del punk britannico

Nella Grande Mela i movimenti punk erano infatti già germogliati e in alcuni locali era già possibile ascoltare i live sorprendenti di giovanissimi ribelli come Patti Smith oltre ai più maturi New York Dolls. Tornata a Londra, Vivienne decise così di cambiare il proprio stile, realizzando e mettendo in vendita anche magliette strappate, spille da balia, lamette e proponendo ai propri clienti anche acconciature destinate a rimanere nell’immaginario del punk, come creste e tinte particolari.

Tutti ingredienti destinati da lì in avanti a cambiare per sempre la storia della musica inglese, e della musica più in generale, oltre alla vita di Vivienne stessa che, dopo l’iniziale censura da parte di un’Inghilterra ancora bigotta, venne innalzata al ruolo di madrina della moda di tutto il mondo.

Riproduzione riservata © 2024 - NM

Rock

ultimo aggiornamento: 30 Dicembre 2022 10:53

Torna Big & Bang, il Capodanno di RTL 102.5: ecco il cast dell’evento del 2023