Ligabue torna nel mirino di ‘100% Animalisti‘ per aver indossato una pelliccia nel video di ‘Siamo chi siamo

Il rocker Luciano Ligabue si difende dagli attacchi e dagli insulti dopo le accuse mosse dagli animalisti contro la sua persona per la questione del pellicciotto:

“Non l’avevo mai indossato e non lo farò in futuro. Il video di ‘Siamo chi siamo’ era solo un gioco, volevo prendermi in giro indossando le cose più balorde possibili, non avevo mai messo un pellicciotto in passato e mai lo farò in futuro, non fosse altro perché il mio cattivo gusto non arriva a tanto”.

Si sono verificati altri discutibili attacchi e insulti nella sua Correggio, ma questa volta Ligabue risponde attraverso la sua pagina ufficiale di Facebook, precisando:

“Volevamo un filmato leggero, che fosse capace di strappare un sorriso, e ho deciso di mettermi in gioco chiedendo alla costumista di trovare gli abbigliamenti più assurdi possibili. Non li avevo mai messi in vita mia, l’unico capo già indossato, a ricordare la mia tamarraggine primi anni ’90, era un gilet tailandese. Il risultato voleva essere volutamente buffo”.

Una scelta buffa e umoristica? Per l’associazione 100% Animalisti non è così, infatti ha di nuovo tappezzato Correggio di locandine di protesta.

E Luciano Ligabue non può che sostenere la sua difesa:

“Tanti hanno apprezzato e capito la giocosità del video. Penso che se qualcuno avesse mai la malsana idea di comprare un pellicciotto, vedendo quanto ridicolo risulti addosso a me, se ne guarderebbe bene dal farlo”.

In difesa del cantante il suo manager, Claudio Maioli, replica:

“Ligabue non ha nessun contratto commerciale o di sponsorizzazione con alcuno stilista”.


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