Led Zeppelin IV, la storia dell’album più famoso della band inglese: dalla copertina ai brani leggendari del disco.

L’8 novembre 1971 vedeva la luce un album destinato a trasformarsi in icona, e a rendere i Led Zeppelin delle leggende: Led Zeppelin IV. O almeno, così è conosciuto in tutto il mondo. Quarto album della band inglese (dopo Led Zeppelin, Led Zeppelin II e Led Zeppelin III, appunto), non ha mai avuto un titolo ufficiale. Anche nella copertina, non esiste alcun titolo. L’unica scritta che appare è formata da quattro simboli diventati a loro volta iconici. Anche per questo sul catalogo di Atlantic Records è denominato in diversi modi, Four Symbols, The Fourth Album, Untitled, Runes, Sticks, ZoSo, The Hermit, IV. Sarà forse anche il questo il fascino di un disco tra i maggiori successi nella loro carriera e nella storia del rock, con oltre 35 milioni di copie (più di 23 nei soli USA, con 260 settimane in classifica).

Led Zeppelin
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Led Zeppelin IV: la storia e la copertina

Dopo aver ricevuto molte critiche per il loro terzo album, che aveva interdetto la critica con la sua estrema apertura al folk, con tanti brani acustici e che avevano richiami molto differenti rispetto ai primi due lavori, gli Zeppelin scelsero di mettere tutto se stessi in questo quarto album. Registrato nello studio mobile dei Rolling Stones, spostato all’interno della villa vittoriana di Headley Grange (stessa location del predecessore), venne lavorato certosinamente da tutti, dalla stesura al missaggio finale. Quel che ne venne fuori fu un disco, per l’etichetta, di un suicidio commerciale. Una previsione ampiamente smentita dai fatti.

Se musicalmente è rimasto nella storia soprattutto come l’album di Stairway to Heaven (che l’etichetta non volle come singolo), a rappresentarlo iconicamente è la copertina, considerata all’unanimità la più sofisticata del gruppo. Sulla cover è presente infatti il particolare di un muro con la carata da parati consumata, con in primo piano una vecchia cornice con la fotografia di un contadino piegato sotto il peso del legno. All’interno troviamo l’immagine di un quartiere popolare, mentre a chiudere l’intero iter metaforico c’è la carta dei Tarocchi dell’Eremita. Una serie di disegni che voleva rappresentare i giorni perduti, il passare del tempo, un presente che non soddisfa.

A completare il tutto, i quattro simboli misteriosi, scelti dai quattro componenti della band direttamente dal libro delle rune per rappresentarli. Il significato di questi simboli resta ancora oggi un mistero. Si sa che quelli di Page e Plant furono realizzati di proprio pungo, con il celebre ZoSo che dovrebbe essere un richiamo all’alfabeto magico dell’alchimista Gerolamo Cardano.

Led Zeppelin: i brani

La canzone più celebre, più completa e più discussa dell’album è senza dubbio Stairway to Heaven. Brano abbozzato da Page ma completato con contributi di tutti e quattro gli artisti, con un testo scritto da Plant e ispirato alla letteratura fantastica di origine celtica, è stato a lungo oggetto di discussione in tribunale per un presunto plagio. Alla fine, Page e compagni hanno avuto ragione. Ma anche se avessero avuto una sentenza negativa, sarebbe rimasto nella mente dei fan come una delle canzoni più belle di sempre.

Ma non di solo Stairway to Heaven si compone la tracklist di Led Zeppelin IV. All’interno sono presenti altre due canzoni leggendarie, come Black Dog e Rock and Roll. Ampio spazio alle ispirazioni folk, stavolta maggiormente fuse con l’hard rock che li ha resi famosi, e anche alle immagini fantasy, come in The Battle of Evermore e Misty Mountain Hop, ispirati dall’opera di J.R.R. Tolkien.

Di seguito la tracklist:

Lato A
1 – Black Dog
2 – Rock and Roll
3 – The Battle of Evermore
4 – Stairway to Heaven

Lato B
1 – Misty Mountain Hop
2 – Four Sticks
3 – Going to California
4 – When the Levee Breaks

Questo l’official audio di Stairway to Heaven:

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Rock strillo

ultimo aggiornamento: 08-11-2021


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