Da Sober a Prison Sex, i brani più iconici della discografia dei Tool, gruppo statunitense alternative/progressive metal.

I Tool non solo hanno dominato l’alternative-metal con Opiate, loro EP di debutto nel 1992, ma hanno dato una vera svolta al genere. Nei successivi quattro album, il gruppo ha mantenuto la promessa sia musicalmente che liricamente.

Gli arrangiamenti progressivamente complessi di ogni disco successivo hanno spinto i fan a passare ore ad ascoltare ossessivamente, quindi a condividere significati decifrati su Internet.

Man mano che le canzoni crescevano, in termini di portata e lunghezza, potevano essere descritte al meglio dal personaggio di Joe Pesci nel film cospirativo JFK – Un caso ancora aperto: “È un mistero avvolto in un indovinello dentro un enigma!

Il chitarrista Adam Jones e il cantante Maynard James Keenan hanno co-fondato la band alla fine degli anni ’80 con il batterista Danny Carey e il bassista Paul D’Amour.

Justin Chancellor prese il posto di D’Amour nel 1995, mentre i Tool continuavano a introdurre elementi di prog metal, thrash, industrial, math rock, art rock e psychedelic rock.

Tool, le canzoni più amate

Sober è il primo singolo dall’album di debutto dei Tool e dimostra le potenti dinamiche della band.

Il brano evidenzia anche la voce forte ma emotivamente agile di Keenan mentre canta un testo che potrebbe riguardare sia il risveglio spirituale che la dipendenza.

Il video di Sober:

Sober era in circolazione dal 1986. Una versione più veloce e diversa, poi intitolata Burn About Out, faceva parte di una cassetta demo della precedente band di Keenan, Children of the Anachronistic Dynasty.

Passiamo a Lateralus, estratta dall’album omonimo del 2001, un album nel quale hanno aumentato l’approccio art-rock applicando la sequenza di Fibonacci, in cui ogni numero è uguale alla somma dei due numeri che lo precedono.

Il video di Lateralus:

Quella formula matematica ha una relazione con Phi, il rapporto aureo, che descrive le spirali in natura.

Le spirali sono citate da Keenan nei testi, mentre i segni del tempo del coro cambiano da 9/8 a 8/8 a 7/8 per simboleggiare una spirale. (Il 987 fa anche parte della sequenza di Fibonacci).

C’è, poi, Third Eye, estratto dall’album Ænima del 1996. Un brano influenzato dal comico Bill Hicks, che una volta ha detto: “Guardare la televisione è come portare la vernice spray nera al tuo terzo occhio“.

Il video di Third Eye:

Il testo si focalizza sul sesto chakra del potere spirituale nel corpo umano, noto anche come Terzo Occhio. La musica e l’esibizione vocale riflettono i tentativi e le frustrazioni del “terzo occhio” indiscreto.

Tool, Parabola e Prison Sex

Parabola è estratta dall’album Lateralus del 2001. Il brano ha uno stile di canto simile a Qawwali, una forma di musica devozionale islamica sufi.

Il video di Parabola:

Entrambi propongono l’idea dei nostri corpi come una nave temporanea, e che “il dolore è un’illusione“. Incoraggiata da questa idea, Parabola diventa uno dei momenti più allegri e celebrativi del gruppo.

Questo secondo singolo di Lateralus prosegue i suoi temi di illuminazione spirituale e la pratica del Nobile Ottuplice Sentiero del Buddismo, per quanto riguarda l’autodisciplina, l’autodepurazione e la fine della sofferenza.

Il video mostra il pioniere della musica trip-hop Tricky, il cui corpo alla fine trascende in un essere traslucido, simile alla figura creata dal visionario artista Alex Grey per la grafica dell’album.

Infine, citiamo Prison Sex, estratto dall’album Undertow del 1993. Il secondo singolo del debutto integrale dei Tool è il primo ad avere Jones come unico regista video.

Il video di Prison Sex:

Il chitarrista ha continuato a dirigere le successive cinque clip. In apparenza, il titolo di questa canzone può essere facilmente frainteso ma Prison Sex si occupa – in realtà – di abusi sessuali.

Utilizzando diversi punti di vista, il gruppo di Fear Inoculum confronta il modo in cui il bambino maltrattato viene danneggiato e cresce per, poi, continuare il ciclo negativo da adulto violento.

Durante un’esibizione del 1996, Keenan disse “questa canzone parla di riconoscere, identificare, il ciclo dell’abuso dentro di te. Questo è il primo passo del processo. Realizzazione. Identificazione. Il passo successivo è il lavorarci sopra“.

Maynard James Keenan dei Tool
FONTE FOTO: https://www.facebook.com/MaynardFans

FONTE FOTO: https://www.facebook.com/MaynardFans

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ultimo aggiornamento: 17-04-2020


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