I migliori brani di Miles Davis: da So What a Right Off, i brani che hanno segnato la carriera musicale del trombettista e jazzista americano.

Miles Dewey Davis III è stato uno dei jazzisti più importanti del mondo. Ampiamente considerato uno dei musicisti più influenti del 20° secolo, Miles Davis è stato, insieme ai suoi gruppi musicali, all’avanguardia di numerosi e importanti sviluppi nella musica jazz, tra cui bebop, cool jazz, hard bop, jazz modale e jazz fusion. Il trombettista ha iniziato a registrare più di 70 anni fa e ha modificato il corso della storia jazz diverse volte. Ecco cinque brani chiave della sua straordinaria carriera.

Tromba
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Miles Davis, le canzoni più amate

So What (da Kind of Blue). Forse sarà un cliché, ma è una traccia che molte persone considerano emblematica per come è stata realizzata e per quello che ha incarnato musicalmente. La sezione ritmica oscilla in modo duro ma elegante, Coltrane e Cannonball agiscono in modi molto diversi e pochi compositori hanno scritto una melodia così profonda e coerente come l’assolo che Miles improvvisa qui.

Il video di So What:

My Funny Valentine (da My Funny Valentine: Live at Carnegie Hall). Se una singola melodia potesse essere considerata una canzone “firma” di Miles, sicuramente questa potrebbe essere My Funny Valentine. In questa rappresentazione stellare del Quintetto dell’era di George Coleman, la profondità della relazione di Miles con la canzone fornisce sia un punto di riferimento storico per noi ascoltatori (che ci accorgiamo di aver superato gli anni ’50) sia una consapevolezza che fa leva su ingegnose variazioni. Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams stavano iniziando, in quel periodo, un tipo di esplorazione che avrebbe rivoluzionato gli aspetti del ritmo jazz.

Il video di My Funny Valentine:

If I Were A Bell (da Relaxin con il Miles Davis Quintet). Dalla divertente introduzione parlata e “candida” al lavoro d’ensemble oscillante, questa è la quintessenza di Miles degli anni ’50.

Il video di If I Were A Bell:

Miles Davis, The Duke e Right Off

The Duke (da Miles Ahead). Bop duro? Che dire di “cool jazz” e “terzo flusso?” In qualsiasi modo lo definiamo, il lato più morbido del jazz acustico ha raggiunto il suo apice, qualcuno direbbe, nelle collaborazioni di Miles con l’arrangiatore Gil Evans. Questo brano di Dave Brubeck dimostra quanto bene le trame orchestrazionali di Gil si adattino al suono e al concetto melodico di Miles.

Il video di The Duke:

Infine, citiamo Right Off (da A Tribute to Jack Johnson). Miles offre alcuni dei suoi più potenti assolo mai registrati. John McLaughlin, Michael Henderson e Billy Cobham creano un groove degno di James Brown o Sly Stone o di uno dei giganti dell’R&B che stavano diventando sempre più il punto di riferimento ritmico di Miles in quel momento storico.

Il video di Right Off:

ultimo aggiornamento: 28-09-2021


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