A Freddie Mercury fu diagnosticato l’HIV nel 1987 e – all’epoca – era una “condanna a morte”. Peter Freestone, suo caro amico, rivelò la straordinaria e coraggiosa reazione della star dei Queen.

Freddie Mercury è morto il 24 novembre 1991. Erano passate solo 24 ore da quando aveva rilasciato una dichiarazione che confermava il fatto di essere affetto da HIV. La stampa e il pubblico avevano speculato negli anni precedenti sul cambiamento del suo aspetto fisico.

Il cantante e i suoi amici più cari lo sapevano da quattro anni e uno di quelli più vicini alla star nei suoi ultimi anni racconta a Express Online il modo in cui la star dei Queen affrontò la notizia e come la stessa abbia influenzato la sua vita.

Peter Freestone è stato l’assistente personale di Freddie negli ultimi 12 anni della sua vita e una delle tre persone che hanno vissuto a tempo pieno con il frontman dei Queen al One Garden Lodge. Era lì quando Freddie ha ricevuto la sua diagnosi di HIV ed era lì proprio alla fine dei suoi giorni, tenendogli la mano.

Freddie Mercury, la reazione del frontman dei Queen alla malattia

L’amico e assistente personale di Freddie Mercury – che ha svolto il suo lavoro accanto alla star per dodici anni – Peter “Phoebe” Freestone ricorda le feste nell’amata casa di Kensington, la sua scioccante diagnosi di AIDS e la determinazione di Freddie a morire “alle sue condizioni“.

Freddie Mercury
Freddie Mercury

Peter Freestone ha vissuto con il cantante nella sua amata casa di Kensington, la One Garden Lodge, ed è stato con lui per tutta la durata della sua battaglia contro l’AIDS, fino agli ultimi giorni della vita del cantante.

Peter moving descrive come Freddie abbia affrontato la terribile notizia: “Ha detto, ‘Non rimpiangere mai nulla. Perdi tempo quando non puoi cambiarlo. Vai avanti con quello che vuoi fare“. Ecco la scena del film Bohemian Rhapsody, in cui Freddie Mercury, interpretato da Rami Malek, rivela di essere malato di AIDS:

Quando ricevette la diagnosi, pensava di essere malato nel 1986, cosa che fu confermata nel 1987. Non si deprimeva. Non aveva paura. Era un dato di fatto che stava per morire“. E aggiunse: “In quei giorni, non c’era assolutamente nulla che potesse cambiarlo. Così è andato avanti con la sua musica. Ha fatto così tanto in quegli ultimi quattro anni, molto di più che negli anni precedenti“.

Freddie Mercury, l’incontro con “Phoebe”

Peter, che è anche un caro amico dei restanti membri della band – ed è stato consulente ufficiale sul set per il film, vincitore dell’Oscar, Bohemian Rhapsody, parla candidamente delle sue esperienze di vita e di lavoro con Freddie attraverso il suo canale dedicato “Ask Phoebe” sul sito ufficiale di Freddie Mercury.

Peter, noto ai fan di Freddie come “Phoebe” – soprannome che il cantante gli diede – ha incontrato il frontman dei Queen mentre lavorava nel reparto guardaroba del Royal Ballet, nel 1979. La coppia ha stretto un ‘”amicizia immediata” che ha portato Peter a lasciare il lavoro, un anno dopo, per unirsi a Freddie Mercury come suo assistente personale a tempo pieno, nel 1980.

Ero il capo cuoco e lavabottiglie di Freddie, cameriere, maggiordomo, segretario, addetto alle pulizie e zia. Ho viaggiato per il mondo con lui, ero con lui durante gli alti e ho superato i bassi“, dice Peter dei dodici anni in cui ha lavorato per il frontman dei Queen prima della sua morte. “Ho agito come la sua guardia del corpo quando necessario e alla fine, ovviamente, ero una delle sue infermiere“.

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ultimo aggiornamento: 23-11-2020


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