Franco Battiato, Come un cammello in una grondaia: riscopriamo l’arte del cantautore siciliano attraverso un album indimenticabile.

Della carriera artistica di Franco Battiato si è detto molto, si è detto tutto, si dirà ancora. Spesso e volentieri si ricordano i suoi inizi, quelli più vicini al progressive rock, che aveva saputo declinare alla sua sensibilità, o la sua fase più sperimentale. Più volte poi si rende omaggio alla sua fase pop, quella di Bandiera bianca, Cuccurucu, Centro di gravità permanente. Ma c’è un altro album storico che troppo spesso viene dimenticato nella celebrazione della sua arte: Come un cammello in una grondaia, una sorta di sunto della sua essenza musicale e non.

Franco Battiato, Come un cammello in una grondaia: un album indimenticabile

Sedicesimo album della sua carriera indimenticabile, Come un cammello in una grondaia venne pubblicato l’8 novembre 1991, e fu un grande successo, nonostante fosse un disco tutto meno che semplice. Diviso in due parti, presenta quattro brani firmati dallo stesso cantautore siciliano e quattro lieder di autori di musica classica. Un lavoro ostico, corposo, capace di mescolare sacro, profano, musica alta, elementi più umili, ma non meno raffinati.

Franco Battiato
Franco Battiato

In questo senso, è una sorta di disco emblematico della sua incredibile carriera, premiato anche da un grande e inatteso successo commerciale, con un buon decimo posto in classifica e oltre 250mila copie vendute. Impreziosito anche dalla copertina, con un dipinto di Süphan Barzani (pseudonimo dello stesso Franco), deve il suo titolo a una citazione di Al-Biruni, scienziato persiano dell’XI secolo. Cosa significa? Sostanzialmente è la rappresentazione dell’inadeguatezza delle lingue create dall’uomo per la descrizione di argomenti importanti, come quelli di carattere scientifico.

Le canzoni di Come un cammello in una grondaia

Se la seconda parte dell’album ti porta nel passato, con quattro riletture di lieder storici di Wagner, Brahms, Beethoven e del brano Plaisir d’amour di Johann Paul Aegidius Martin, è la prima quella che offre forse l’immagine più profonda della grandezza di Battiato. In quattro canzoni, l’artista fa riflettere, commuovere, strazia e scava nell’animo di ognuno di noi.

L’apertura è affidata a Povera patria, una delle canzoni più famose della sua carriera. Un brano sulla politica e sul malcostume, scritto di suo pugno, diventato una sorta di inno per generazioni. Ma è solo un piccolo passaggio terreno prima di ragionare su ben altre questioni, toccare il concetto di tempo, analizzare l’anima, lo spirito, il senso delle nostre vite. Un album che, a decenni di distanza, continua a mantenere intatta la propria forza. Se non lo hai mai ascoltato, approfittane e dagli una possibilità. Di seguito la tracklist:

1 – Povera patria
2 – Le sacre sinfonie del tempo
3 – Come un cammello in una grondaia
4 – L’ombra della luce
5 – Schmerzen
6 – Plaisir d’amour
7 – Gestillte Sehnsucht
8 – Oh Sweet Were the Hours

Di seguito il video di Povera patria:

ultimo aggiornamento: 18-05-2021


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