Fedez, Davide D’Atri contro il monopolio Siae

Davide D’Atri, fondatore della startup Soundreef, ha deciso di alzare la voce in merito ai diritti musicali per Fedez, lottando fortemente contro il monopolio Siae

Davide D’Atri, dopo un inizio con soltanto artisti minori per via della notorietà, è riuscito a portare Fedez nel proprio gruppo, dimostrando grande soddisfazione per l’opera compiuta: “È lui che ci ha contattato dopo aver scoperto il nostro sito. Poi è bastato fargli vedere come lavoriamo, in poche settimane abbiamo chiuso. Abbiamo iniziato con i diritti sulla musica di sottofondo e sugli eventi live, ma da gennaio ci allargheremo a radio e televisione. Siamo pronti per gestire le star“.

Contro il monopolio

Nel proprio lavoro Davide D’Atri, sopratutto per quel che concerne Fedez, si è dovuto scontrare con il monopolio Siae, deciso quantomai a liberalizzare il mercato: “La legge del 1941 affida l’esclusiva alla Siae. Ma una direttiva Ue del 2014 sancisce la libertà per gli artisti di scegliere a chi affidarsi. Noi agiamo attraverso una controllata inglese, per questo il governo non può bloccarci, ma vuole comunque preservare il monopolio in Italia. Assurdo: mi espongo alla concorrenza straniera senza dare la possibilità a aziende italiane di operare“.

Startup come Siae?

In conclusione del discorso, Davide D’Atri, sempre in merito ai diritti musicali per Fedez, ha fatto chiarezza circa l’evidente distinzione tra la propria startup ed il monopolio Siae: “Primo: paghiamo al 100% in modo analitico, ogni volta che un brano viene suonato l’artista riceve il dovuto, niente formule strane o forfait. Secondo: rendicontiamo entro 7 giorni e paghiamo a 90, molto meno dei monopolisti. Terzo: teniamo traccia per il musicista di ogni utilizzazione“. Una presa di posizione alquanto decise per cambiare, realmente, qualcosa in questo mondo, fin sempre colpevole di oscurità mai portare veramente alla luce del sole.

ultimo aggiornamento: 01-05-2016