Cinque curiosità su Flea, bassista dei Red Hot Chili Peppers, emerse dalla sua autobiografia Acid For The Children del 2019.

Fin dal primo capitolo della sua autobiografia, Flea chiarisce che non racconterà una storia di rock. Essere famosi, spiega, non conta nulla. Il libro, infatti, funge da racconto di formazione, che descrive un’infanzia caotica piena di divertimento, pericolo, disavventura e caos. La band che lo ha reso una megastar – i Red Hot Chili Peppers – appare solamente nell ultime pagine. “Pensavo che se avessi scritto un libro sui Chili Peppers, sarebbe stato come barare“, disse il bassista alla BBC. Scopriamo insieme i fatti più strani che emergono su Flea dalla autobiografia che scrisse nel 2019, intitolata Acid For the Chidren e che rappresenta uno sguardo commovente e spesso esilarante sui suoi anni formativi; dal naufragio del primo matrimonio dei suoi genitori al temperamento esplosivo del suo patrigno, fino agli anni trascorsi a fumare erba, a svaligiare la scuola e ad irrompere nelle piscine.

Flea
FONTE FOTO: https://www.facebook.com/flea

Flea è sopravvissuto ad anni di violenze in casa

Quando Flea aveva 13 anni, tornò a casa a Halloween, dopo aver fatto “dolcetto o scherzetto” nel vicinato. Vide un gruppo di ragazzini che correvano per strada in preda al panico: “Ci hanno informato che un uomo spaventoso era impazzito. Stava sparando in strada e urlando come un animale impazzito“, scrive. Quando tornò a casa, spalancò la porta d’ingresso per avvertire i suoi genitori dell’uomo pazzo, ma scoprì il suo patrigno, Walter Urban Jr, accasciato su una sedia “vestito solo in mutande, sangue imbrattato sul viso e sul busto, una pistola al suo fianco“.

Quella roba era davvero spaventosa, e mi ha davvero traumatizzato“, disse Flea alla BBC sulla violenza che scandì la sua infanzia. La star affermò di essersi lasciato quegli incidenti alle spalle. “I miei genitori erano troppo presi dal loro dolore per vedere cosa stavano facendo di sbagliato“, disse. “Andare in giro portando rancore e risentimenti indebolisce il tuo spirito, quindi, in modo egoistico, per il mio benessere personale ed essendo il miglior papà che posso, ho bisogno di perdonare“.

Alla scoperta della musica e della nudità

Sebbene la vita domestica fosse turbolenta, presentava alcuni lati positivi. Walter era un musicista, i cui scaffali erano “appesantiti da centinaia di album jazz” e la casa ospitava sempre tanti artisti. “Avere questi musicisti jazz in giro, suonare in casa mia quando ero un ragazzino, mi ha assolutamente fatto saltare la testa“, dice Flea. “Mi ha aperto a qualcosa di così ricco e così bello e così vivo e così infinito che è stato il regalo più straordinario“.

Anche lo stile di vita bohémien aveva le sue stranezze. “Era una specie di casa nuda”, ricorda. “Andavamo tutti in giro nudi. “Ho un vecchio amico, un amico d’infanzia, che mi dice, ‘Mi ricordo di essere andato a casa tua e tuo padre ha aperto la porta, ed era nudo!‘. Pensava che fosse così sbagliato, amico. Pensava tipo, ‘Questo è un manicomio’ ma per me, quando ci ripenso, quella era l’unica parte sana di tutta la faccenda“.

I libri gli hanno impedito di diventare un tossicodipendente

Con una foto di copertina che mostra Flea a 12 anni, che fuma una canna, è chiaro che il libro di memorie non poteva non collegare l’artista agli abusi di sostanze stupefacenti. “L’LSD mi ha fatto bene“, dice in un capitolo. “Per uno come me, che stava impazzendo per strada, la droga mi ha fatto accedere al mio subconscio, per sviluppare l’introspezione” e continua descrivendo esperimenti con cocaina, speed, eroina e MDMA.

Sorprendentemente, dice che è stato l’amore per i libri che “mi ha impedito di diventare un drogato o di friggermi completamente il cervello. Non sono una persona molto istruita, ma ho sempre trovato una grande gioia nella lettura. Per me è stato un angelo custode“.

Sostenne solo una lezione di basso

Flea è uno dei bassisti più influenti della sua generazione, con uno stile sincopato ma melodico che combina funk, punk e hard rock. In origine, però, era un trombettista jazz, che prendeva in mano una chitarra solo per aiutare il suo amico, Hillel Slovak. Hillel gli impartì una lezione, dicendogli di pizzicare le corde con due dita “alternativamente, come se stessero camminando“, e tre settimane dopo, Flea ha fatto il suo debutto sul palco con gli Anthym.

Non sono mai stato molto tecnico“, spiega. “Ci sono arrivato più dal jamming e dalla creazione di ritmi che erano diversi da quelli di chiunque altro. Sbavavo perché ero così perso“. Il musicista afferma che i Red Hot Chili Peppers si sono avvicinati alla scrittura delle canzoni in un modo simile, dando la priorità all’istinto rispetto all’arte, fino a quando il chitarrista John Frusciante si unì a loro per il loro quarto album, Mother’s Milk, nel 1988. “Onestamente, il nostro songwriting è salito di livello quando John si è unito alla band. Aveva un lirismo nel suo modo di suonare, ma sapeva anche come strutturare una canzone. Ho davvero imparato molto da lui“.

Di seguito il video di un assolo di Flea:

Anthony Kiedis è il suo migliore amico e il più grande antagonista

Anthony Kiedis, lo stravagante frontman dei Red Hot Chili Peppers, era, dice Flea, il suo ‘anello mancante‘. “Era diverso da chiunque avessi mai incontrato“, scrive nella sua autobiografia. “Tra i miei amici, ero quello che cercava sempre di fare qualcosa che facesse impazzire la gente. Poi ho incontrato Anthony e lui mi ha seguito passo dopo passo”.

Ciononostante la relazione tra i due fu burrascosa. Flea ricorda un viaggio in Michigan dove iniziarono a insultarsi: “È iniziato in modo leggero e divertente, ma è diventato più cattivo e più personale, facendo leva sulle insicurezze reciproche, facendo del nostro meglio per umiliarci e ferirci a vicenda“, ricorda. Nella sua autobiografia Scar Tissue, Kiedis definisce la relazione con Flea come “bizzarra e pericolosa“.

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Rock strillo

ultimo aggiornamento: 16-10-2021


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