Progressive rock: la storia, i gruppi più famosi, italiani e non, e i migliori album del genere simbolo degli anni Settanta.

Se c’è un genere in cui gli italiani sono riusciti a dare il meglio di sé, al punto di arrivare nelle classifiche di tutto il mondo e di influenzare ampiamente anche grandi artisti internazionali, questo è forse il progressive rock, il rock progressive rock. Si tratta di un sottogenere della musica rock che indica la progressione del rock dalle sue radici blues alla una varietà melodica, armonica e compositiva in grado di elevarlo, fino quasi a trasformarlo in musica colta.

Portato ai massimi livelli da alcuni gruppi e band, inglesi, ma anche italiane, francesi e tedesche, ha raggiunto l’apice nella prima metà degli anni Settanta, dando però vita a nuove emanazioni, più moderne, nei decenni successivi, dal kraturock al prog e neo-classical metal, fino al più recente neo-progressive o addirittura alla progressive house. Andiamo a scoprirne la storia, i gruppi e gli album più importanti.

Progressive rock: storia e significato

Prima di riassumere, in maniera breve, la grande storia del prog a livello mondiale, cerchiamo di capire meglio cosa si intenda per corrente progressive e quale sia il suo significato. In effetti, il prog in senso stretto ha un legame piuttosto stretto con una certa geografia e un certo tempo: in particolare l’Europa dal 1967 al 1975, il Kanada e gli Stati Uniti del decennio Settanta. La produzione di questo periodo e di queste zone del mondo può essere etichettata come progressive. Ciò che viene dopo, o altrove, ha tutt’al più delle caratteristiche prese in prestito dal prog vero e proprio.

Strumenti musicali chitarra, tastiera, batteria
Strumenti musicali

Tra gli elementi che caratterizzano il prog rock, ampiamente influenzato, a seconda anche della formazione dei vari artisti, dalla musica classica, jazz, folk, ma anche sperimentale o elettronica, ci sono questi fattori quasi imponderabili: la contaminazione; la manipolazione della tradizione musicale occidentale; l’attenzione ad arrangiamenti complessi; l’abbondanza di assoli e virtuosismi; l’uso di strumenti classici o inconsueti per il rock; la predilezione per brani lunghi e per vere e proprie suite; melodie ambiziose, che richiamano a volte anche atmosfere epiche; tempi inconsueti, spesso dispari, e cambiamenti di tempo anche più volte all’interno dello stesso brano; testi complessi e poetici; spesso e volentieri ricorso a concept album.

Tastiera
Tastiera

L’epopea del prog parte con l’evoluzione della musica psichedelica degli anni Sessanta. Germi possono essere già scovati in alcuni dischi dei Beatles, dei Beach Boys o a intuizioni di Frank Zappa e ai suoi Mothers of Invention. Secondo buona parte della critica, i primi due album veramente progressive sono però Days of Future Passed dei Moody Blues del 1967 o In the Court of the Crimson King dei King Crimson, datato 1969, il capolavoro che contiene, tra le altre 21st Century Schizoid Man:

Proprio in Inghilterra dalla fine degli anni Sessanta in poi si svilupperanno i principali filoni del rock progressivo, con protagoniste band leggendarie quali non solo i King Crimson, ma anche i Genesis, gli Yes, i Jethro Tull e anche i Pink Floyd.

Per gran parte degli anni Settanta lo sviluppo del prog, filone assolutamente non unitario né omogeneo, portò alla nascita di vere e proprie sottocategorie. Ad esempio quella che raggruppava gli artisti appartenenti al cosiddetto rock sinfonico, non solo Yes, Genesis, Emerson, Lake & Palmer, ma anche Elton John, artista controverso sempre in bilico tra pop e generi colti.

Ci fu poi tutta la cosiddetta scena di Canterbury, che raggruppava gruppi più vicini a un certo folk psichedelico e jazz, come i Soft Machine, gli Hatfield and the North, gli Henry Cow e altri ancora. Meno psichedelico, ma decisamente folk, era invece il prog di band come Jethro Tull e Renaissance, mentre i Pink Floyd esploravano lo spazio e davano vita, insieme a gruppi come i Gong, al meglio dello space rock. E se in Germania in questo periodo si sperimentò una variante elettronica che prese il nome di krautrock, con protagonisti Tangerine Dream, Klaus Schulze e Kraftwerk, l’Italia portò avanti un prog di stampo più classico, quello di band come Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme, ma anche quello cantautorale di artisti come Claudio Rocchi, Alan Sorrenti e Franco Battiato.

Franco Battiato
Franco Battiato

Con l’avvento del punk la fama del progressive rock andò a scemare, e negli anni Ottanta molti dei gruppi che avevano fatto la fortuna del genere si dedicarono a una musica più semplice e fruibile, con elementi dance o anche punk, trovando un nuovo successo. Fu il caso dei Genesis guidati da Phil Collins, degli Yes di Owner of a Lonely Heart ma anche della PFM di Suonare suonare e dei dischi successivi. Senza dimenticare i Pink Floyd di A Momentary Lapse of Reason.

Un revival del progressive più classico fu però portato avanti con successo da gruppi come i Marillion, che trovarono successo in particolare in Giappone e in altri Paesi che non avevano potuto vivere da vicino l’epopea del grande prog. Contemporaneamente, in America esplose il fenomeno dei Porcupine Tree di Steven Wilson, tra gli ultimi grandi gruppi progressive, mentre negli anni Novanta a proliferare fu maggiormente il sottogenere del prog metal, portato al successo, ad esempio, dai Dream Theater.

I più famosi gruppi progressive

Come abbiamo potuto comprendere, il prog ha vissuto di una storia ricca di diramazioni, episodi di svolta, continui ritorni e, di fatto, nella sua nicchia non è mai morto. Anche per questo ricostruirne una storia è sostanzialmente impossibile. Andiamo invece a scoprire chi sono i gruppi che hanno contribuito a rendere questo filone così amato, dividendoli per provenienza geografica.

Canada: Rush; Triumph.

Francia: Magma;

Italia: Acqua Fragile; Area; Banco del Mutuo Soccorso; Elio e le Storie Tese; Goblin; Il Balletto di Bronzo; Napoli Centrale; New Trolls; Le Orme; Osanna; Premiata Forneria Marconi; Il Rovescio della Medaglia;

Germania: Can.

Grecia: Aphrodite’s Child.

Paesi Bassi: Focus.

Regno Unito: The Alan Parsons Project; Camel; Caravan; Colosseum; Electric Light Orchestra; Emerson, Lake & Palmer; Family; Genesis; Gentle Giant; Hatfield & the North; Jethro Tull; King Crimson; Marillion; Ozric Tentacles; Patto; Pink Floyd; Porcupine Tree; Procol Harum; Renaissance; Soft Machine; Supertramp; The Moody Blues; The Nice; Traffic; Van der Graaf Generator; Yes.

Stati Uniti: Journey; Kansas; Primus.

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Rock strillo

ultimo aggiornamento: 23-05-2022


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