Coldplay, biglietti esauriti: la colpa è dei ticket bot

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Non sapete con chi prendervela per non essere riusciti ad avere i biglietti per i concerti dei Coldplay? Ora saprete a chi dare la colpa: ai ticket bot.

In rete è diventata una barzelletta (triste, però) ma in effetti chi è riuscito ad accaparrarsi i biglietti dei concerti di 3 e 4 luglio dei Coldplay ha quasi vinto al lotto, in termini di fortuna. Sì, perché ormai i biglietti di quei concerti a San Siro, Milano, hanno un valore davvero altissimo. Parliamo di valore in senso lato, visto che sono stati pochi quelli che sono riusciti a comprarli al loro prezzo originale. Per qualcun altro, invece, quegli stessi biglietti avranno un valore elevatissimo, ma dallo stretto punto di vista economico, altro che emozionale.

La colpa è dei ticket bot

Magari molti di voi che stanno leggendo questo articolo sono proprio tra coloro che la mattina del 7 ottobre erano al computer, connessi a TicketOne, già da mezz’ora prima che scattasse il “via”. E allora perché il famoso “Internal server error” è apparso a distanza di pochi minuti, trascorsi i quali i biglietti erano già esauriti?

La colpa, dicevamo, è dei ticket bot: si tratta di software molto sofisticati che, una volta connessi e azionati, acquistano in loop tutti i biglietti possibili. Un vero e proprio rastrellamento, come pesci sul fondo del mare!
E non c’è niente da fare, perché con questo software non valgono le stesse limitazioni che costringono gli altri utenti a comprarne solo un certo totale (nel caso dei Coldplay, 4 biglietti per ogni utente). E neanche i captcha, che fanno perdere secondi preziosi, possono ostacolare i ticket bot.

La fortuna dei bagarini

Questo si traduce in una ovvia fortuna per i bagarini digitali, che poi rivendono quello stesso biglietto a tre volte tanto, o anche di più, a seconda del valore “emozionale”. E un biglietto per il concerto dei Coldplay, così amati e attesi, può arrivare a far svuotare letteralmente i portafogli dei fan più disperati.

Eppure, per ora non si può fare granché: nel 2006 la Cassazione ha stabilì che se i biglietti non hanno provenienza illecita, possono essere ceduti a terzi. Si stanno però muovendo SIAE, Codacons ed Altroconsumo, per far sì che in futuro questa truffa non possa più essere perpetrata.

Foto tratta da video 

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ultimo aggiornamento: 14-10-2016

Caterina Saracino

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