La Brexit complica le cose alle star della musica inglese: da Thom Yorke a Dua Lipa, tutti insorgono coontro il governo Johnson.

La musica inglese e i cantanti più famosi della Gran Bretagna insorgono contro la Brexit. Da Thom Yorke dei Radiohead a Dua Lipa, sono davvero tantissime le star che stanno accusando il governo di Boris Johnson. Con l’uscita dall’Unione europea sono infatti a rischio molti tour e concerti: per poter uscire dal Regno Unito, infatti, gli artisti sarebbero costretti a munirsi di un visto.

Da Dua Lipa a Thom Yorke: i cantanti inglesi contro la Brexit

Muoversi tra il Regno Unito senza visto per lunghi soggiorni è adesso impossibile. Una novità che rende più difficoltose le trasferte per i tuoi degli artisti britannici, almeno dal punto di vista burocratico. Per questo motivo molti cantanti, secondo l’Indipendent, avrebbero puntato il dito contro l’esecutivo di Johnson, colpevole di aver rifiutato dei negoziati con Bruxelles per arrivare a un’esenzione dall’obbligo di visto.

Dua Lipa
Dua Lipa

In particolare, il segretario generale dell’Unione dei musicisti britannici ha bollato come incredibile il rifiuto di Londra all’offerta avanzata dall’Ue per dirimere la questione. Dal canto suo, il governo Tory ha assicurato di aver presentato una proposota all’Unione europea per garantire gli spostamenti temporanei ai viaggiatori d’affari, compresi i musicisti, ma Bruxelles l’avrebbe rifiutata. Restando così la situazione, i costi dell’organizzazione dei tour fuori dal Regno Unito lieviterebbero notevolmente, con conseguenze devastanti.

Thom Yorke contro la Brexit

Per smuovere questo stallo, i maggiori cantanti inglesi hanno attaccato apertamente il governo britannico. Ad esempio, Thom Yorke dei Radiohead ha definito il governo “senza spina dorsale“, mentre Tim Burgess dei Charlatans ha accusato la politica di trattare tutti gli artisti con disprezzo.

Di seguit il tweet di Yorke:

Nella diatriba sono intervenuti altri importanti artisti comoe Louis Tomlinson e Ronan Keating, che hanno anche invitato i fan a sostenere una campagna per chiedere un permesso di lavoro culturale gratuito. La loro petizione ha raccolto finora già circa 250mila firme. Vedremo se servirà a qualcosa.

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ultimo aggiornamento: 12-01-2021


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