Brunori Sas, A casa tutto bene, recensione: satira e pelle d’oca

Perché i Green Day si chiamano così?

Brunori Sas, A casa tutto bene: recensione e pelle d’oca.

Dodici canzoni, tanti spunti trattati con eleganza e intelligenza difficile da trovare in giro per il panorama musicale: Brunori Sas, A casa tutto bene, recensione.

Brunori Sas, A casa tutto bene, recensione

Inizio stile Brunori Sas con La verità, apertura musicale, ritmo crescente e ritmica battente. Il grande vuoto, poi chitarra acustica, voce…. e poesie. Te ne sei accorto sì che è tornata in grande stile la Brunori Sas con il suo carico di emozioni, malinconia, ironia e felicità. E un pizzico di polemica. A proposito di polemica, la seconda canzone, L’uomo Nero è una forte stoccata politica contro il ritorno in auge dell’estrema destra. Toccante. Canzone contro la paura segue lo stesso filone ideoogico ma visto dall’altra faccia della medaglia, sempre con critica. Uno sguardo all’amore che può contrastare il dolore e il rancore dei giorni nostri. Dopo Lamezia Milano arriva un altro mezzo capolavoro: Colpo di pistola bel testo innovativo sulla fine di una relazione amorosa. La vita liquida è il giro di boa.

La seconda metà del disco si apre con Diego e io, molto in stile Lucio Battisti a tratti. Uno dei punti di maggior tensione emotiva dell’album. Segue Sabato Bestiale, una fotografia dell’italiano medio (e non solo) di fronte alla prova del sabato sera. Le citazioni proseguono con Don Abbondio, embema della corruzione e della debolezza di ognuno. Si cambia tono, cambia ritmo e si entra in Il costume da torero: gli intenti sono dei migliori ma resta difficile da digerire. Con Secondo me ci avviamo alla conclusione del disco, un’ultima dimostrazione di satira elegante prima di La vita pensata, altra poesia in musica.

Rimani sempre aggiornato sul mondo della musica, lascia la tua email qui sotto:

Privacy Policy
Se ti è piaciuta la notizia, condividila sui social!

ultimo aggiornamento: 21-08-2017

Nicolò Olia