Bruce Springsteen, esce l’autobiografia: le 5 cose da sapere

Il Boss Bruce Springsteen è tornato e stavolta lo ha fatto con una autobiografia, intitolata “Born to run”: l’icona della musica si mette a nudo.

Bruce Springsteen si è davvero messo a nudo, parlando della sua vita, senza neanche risparmiare i momenti più bui: lo ha fatto nella sua autobiografia intitolata “Born to run” e già entrata nelle classifiche di vendita di mezzo mondo. Era un libro necessario, per il Boss, per condividere con il suo adorato (e adorante) pubblico la vita che c’è dietro il palco, quando le luci si spengono e torna solo Bruce.
Ecco le cinque cose più interessanti di cui il Boss parla nel suo libro.

La depressione

Bruce Springsteen non fa mistero di aver sofferto del male oscuro. Ne parla nel suo libro, ma lo aveva già anticipato in un’intervista a Vanity Fair. Bruce ne ha sofferto nel 2012, al tempo del suo album “Wrecking Ball”, che conteneva proprio un brano dedicato alla depressione. Fu sua moglie Patti ad assisterlo in questo periodo terribile, iniziato quando aveva 60 anni e conclusosi, con una pausa di un anno, quando ne aveva 64.

Il rapporto con il padre

Il Boss racconta di non aver mai avuto un buon rapporto con il padre, quando era giovane; solo in età adulta è riuscito a riavvicinarglisi, ma nel tempo ha sempre cercato in altri la figura paterna.

“La vita di mio padre era molto più complessa di quella che ho cantato, e quindi volevo dipingerlo come più complicatamente umano”.

Il rapporto con le donne

Il cantautore americano ha ammesso di essersi reso conto, quando cominciò a diventare famoso, di quanto fosse facile avere l’attenzione femminile: la stessa che non aveva mai ottenuto prima, essendo goffo e timido. Nonostante questo, le sue relazioni con le donne non sono mai state semplici. Racconta che soffrì molto per il divorzio da Julianne Phillips. Nelle sue canzoni, però, le donne hanno sempre rivestito un ruolo centrale: compagne di viaggio, di vita, chiavi di redenzione dell’uomo.

La E-Street Band

Il Boss parla del rapporto con i membri della sua E-Street Band come di una “benevola dittatura”. Conferma di essere il leader della band e che tiene molto distinti i ruoli di ognuno: il Boss è il Boss, ed è lui che deve comandare, altrimenti il gruppo si trasformerebbe in una bomba a orologeria.

Il suo mito: Bob Dylan

Quali sono i miti… del mito? Bruce sembra avere le idee chiare a tal proposito. Nutre una grande ammirazione per Bob Dylan, fresco di premio Nobel e lo considera “il padre del mio Paese”.

Foto tratta da Facebook Bruce Springsteen

Iscriviti alla Newsletter:

Acconsento all’invio di newsletter di Delta Pictures

ultimo aggiornamento: 18-10-2016

Caterina Saracino