Ariete, Specchio: la recensione dell’album di debutto della cantautrice romana.

Classe 2002. Per poter parlare del primo lavoro di Ariete bisogna partire dal dato anagrafico. La cantautrice romana ha inciso Specchio a 19 anni, rivolgendosi a un pubblico più o meno di coetanei. Una giovane artista che parla ai giovani in un linguaggio a loro comprensibile, ma senza eccedere in artifici e manierismi, aprendo il proprio cuore e la sua camera da letto, portando quello da lei stessa definito come bedroom pop a un pubblico ampio, di fatto andando oltre gli stessi confini della sua definizione.

Un album maturo? No, e non sarebbe nemmeno possibile. Ma un’opera prima che, tra le sue tante ingenuità, mostra un talento genuino, fragile ma sincero. Un talento che va coltivato, ma che ha già trovato una dimensione credibile, sia per quanto riguarda la scrittura, che per la capacità d’interpretare i sentimenti propri, e del proprio pubblico.

Ariete, Specchio: la recensione

Non è mai facile passare dallo specchio allo studio di registrazione. Non è facile scrivere un disco che di fatto apre il proprio cuore a un pubblico pronto a giudicare, a volte anche severamente. Come non è facile guardarsi allo specchio e cercare di capire davvero chi siamo, e cosa vogliamo. Ma Ariete ha mostrato coraggio, riuscendo a spogliarsi e a mettere a nudo tutta se stessa senza bypassare gli aspetti più intimi del proprio essere.

Ariete, Specchio
Ariete, Specchio

Non è un prodotto lavorato certosimanemente per raggiungere i vertici delle classifiche, questo primo album della cantautrice romana. Non c’è una grande strategia commerciale, ma c’è la voglia di esprimere l’anima di una ragazza che è stata in grado, nel suo piccolo, di rappresentare i sentimenti della generazione Z.

Pochi i featuring inseriti nel disco, quello con l’immancabile Madame e quello, ben riuscito, con Franco126, ormai una certezza nel panorama indie romano e nazionale. Musicalmente non ci sono sorprese o guizzi. La giovane artista resta ancorata alla sua cifra stilistica, che prevede una malinconia struggente, capace di far vibrare la voce e di dare un senso quasi tragico alle parole.

Una elemento, quello della malinconia e del patetismo, che rimane fermo e perenne per tutta la durata del disco, finendo per rendere piatto l’album nel suo insieme. Da questo punto di vista, è evidente che Ariete debba ancora crescere, e ha tutto il tempo per farlo. Prese però singolarmente, molte delle canzoni presenti nella tracklist di Specchio sono talmente intense da farla apparire ben più matura della sua età. Canzoni che colpiscono al cuore il suo pubblico di riferimento ma che non possono lasciare indifferenti anche gli ascoltatori più navigati. E questo conferma quanto Ariete abbia il potenziale per diventare una voce della Generazione Z capace di rivolgersi a tutti, e non solo a un pubblico preciso.

Un piccolo passo che forse verrà fatto nel prossimo futuro. Nel frattempo, è giusto raccogliere i frutti di un debutto che non deluderà i fan e che conferma le qualità di una cantautrice capace di uscire dalla sua camera da letto e di scoprire un mondo in grado di comprenderla e accoglierla.

Specchio: la tracklist

1 – Giornate noiose
2 – Club
3 – Cicatrici (feat. Madame)
4 – L
5 – Castelli di lenzuole
6 – Specchio (Interludio)
7 – Avviso
8 – Quella di prima
9 – Fragili (feat. Franco126)
10 – Spifferi
11 – Iride

Voto: 7-

Di seguito il video di Club:

Riproduzione riservata © 2022 - NM

recensioni strillo

ultimo aggiornamento: 25-02-2022


Il giorno in cui ho smesso di pensare: Irama tra urban, latin e una strada da trovare

Canzoni contro la guerra: le più famose e amate di tutti i tempi