L’artista italiano Andrea Bocelli si è esibito nel corso della National Prayer Breakfast, alla presenza del presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama.

L’onore di aprire l’annuale National Prayer Breakfast per la seconda volta – dopo la partecipazione del 2013 – come mai accaduto a nessun artista prima: Andrea Bocelli, però, è tornato a Washington per aprire ufficialmente l’edizione numero sessantaquattro. Alla presenza del presidente Barack Obama, della moglie, la first lady Michelle, del vice presidente Biden e di una schiera di politici di ogni schieramento, Andrea Bocelli si è esibito lasciando tutti a bocca aperta e incassando i complimenti di Barack Obama, che così lo ha salutato: Grazie Andrea per aver condiviso il suo prezioso dono, ha detto l’uomo più potente del mondo per ringraziare l’artista italiano della presenza all’evento americano.

Il discorso di Andrea Bocelli di fronte al presidente Obama

All’evento oltreoceano si è parlato soprattutto di temi che stanno molto a cuore ad Andrea Bocelli: progetti di solidarietà, sviluppo e promozione umana che ha visto confrontarsi il mondo politico.

E come nel 2013, anche stavolta Andrea Bocelli ha tenuto un discorso: Signore, signori, signor Presidente – ha detto l’artista italiano – c’è un’ombra scura, anche in questo periodo storico, che pesa sul mondo, la guerra. Ci sono tanti bambini, tanti anziani, che muoiono a causa della guerra. E poi c’è una piccola, odiosa parola, ‘hýbris’, già conosciuta nell’antichità: i greci antichi così definivano l’orgoglio.

Bocelli, infatti, è da sempre impegnato nell’ambito della beneficenza e di questo si occupa la sua fondazione, la Andrea Bocelli Foundation.

Bocelli ha aperto e chiuso l’evento con due esibizioni

Andrea Bocelli, accompagnato a Washington dalla moglie, ha aperto e chiuso la manifestazione, cantando Panis Angelicus e Amazing Grace: ad accompagnarlo al pianoforte è stato Eugene Kohn. In platea oltre 2500 invitati e oltre 130 delegazioni provenienti da tutto il mondo.


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