Violator compie 30 anni: i Depeche Mode lo hanno pubblicato il 19 marzo 1990 e rappresenta il settimo lavoro in studio della band di Dave Gahan.

Violator è il settimo album in studio dei Depeche Mode, pubblicato il 19 marzo 1990. Questo lavoro discografico, dunque, nel 2020 compie 30 anni, eppure sembra ieri che vi abbiamo prestato ascolto per la prima volta.

È stata una partenza coraggiosa che ha contemporaneamente chiuso un capitolo della storia dei Depeche Mode, ma ha anche rappresentato un’avvincente incursione in un nuovo decennio.

Il cantautore principale Martin Gore si è sempre avvicinato al suo cantautorato con la sua interpretazione spirituale, brani come Blasphemous Rumors esploravano spesso il suo rapporto con la religione contrastando la lotta (e l’ironia) tra l’essere umano e il divino.

Prendendo l’idea di essere la salvezza di un altro, Personal Jesus è una traccia che mantiene la sua intensità sotto stretto controllo, ribollendo sotto la superficie. Scopriamo insieme qualche ulteriore dettaglio sull’album dei Depeche Mode che festeggia il suo trentennale.

Depeche Mode, l’album Violator compie 30 anni

Personal Jesus stimolò l’appetito per la realizzazione del nuovo album, che arrivò dopo sette mesi. La canzone diventerà, di seguito, il brano distintivo e identificativo dei Depeche Mode.

Ma anche il secondo singolo, uscito un mese prima dell’album, fu un successo. Enjoy The Silence era tutto ciò che un fan dei Depeche Mode poteva sperare.

Il video di Enjoy The Silence:

Combinava elementi synth, melodie inquietanti e testi doloranti, che si fondevano con ritmi house e linee di chitarra slick.

La voce di Dave Gahan è intima e seducente, in un testo che esamina che esaminano la tranquilla soddisfazione di una relazione, quei teneri momenti in cui il silenzio riempie il vuoto e il tuo partner è tra le tue braccia e il mondo cessa di esistere.

Con l’uscita di Personal Jesus e Enjoy The Silence, le aspettative su Violator si divennero elevatissime.

Violator, un album intimo e sensuale

Passiamo al brillante synth techno pop di World In My Eyes con la sua storia di esplorazione sessuale e di gioia nella gioia del piacere e della passione.

C’è, poi, Sweetest Perfection piena di desiderio e lussuria, che si dipanano in chitarre slide, batteria dal vivo e delizie sonore.

Ma non dimentichiamo Halo, brano che si arrende ai piaceri peccaminosi, alla colpa scaturita dal perseguimento della passione.

Nell’album, ci sono anche momenti più tranquilli come la sognante Waiting For The Night che è allo stesso tempo ossessionante e confortante.

Allo stesso modo la seducente Blue Dress, in cui si supplica il proprio amante di vestirsi in un certo modo per deliziarlo: c’è un senso di bellezza presente nel pensiero che gli atti semplici (ma spesso innescati sessualmente) possono arrecare felicità e intimità.

Clean è ironicamente oscura, oscillando tra la purezza e la spirale dell’abuso di droghe.

Con Violator, i Depeche Mode hanno gettato coraggiosamente il loro suono nel nuovo decennio e ogni loro nuova uscita successiva li ha spinti a esplorare nuovi percorsi. Anche per questo è un disco che, a 30 anni dall’uscita, risulta innovativo e moderno come pochi altri.

Depeche Mode
FONTE FOTO: https://www.facebook.com/pg/depechemode

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ultimo aggiornamento: 19-03-2020


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