Dopo l’apertura del Cts ai concerti all’80% al chiuso, i promoter attaccano il governo e lanciano l’allarme: serve il 100% o il settore morirà.

Non basta il via libera del Cts per allargare la capienza negli spettacoli. Il settore della musica live chiede di più: esige il 100%, e adesso è scontro con il Governo. Negli scorsi giorni il Comitato tecnico scientifico ha approvato l’aumento del limite della capienza fino all’80% per i locali al chiuso, garantendo il 100% per quelli all’aperto (che con l’inverno alla porte sono molto, molto lontani). Per i rappresentanti del settore, dai promoter ai musicisti, ancora troppo poco per potersi accontentare. E così le associazioni di categoria si sono dette pronte allo scontro frontale, lanciando l’allarme: “Così il settore dei live muore“.

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Concerti con capienza all’80%: scontro tra promoter e governo

Nelle scorse settimane l’intera filiera del mondo della musica ha lanciato in alto il proprio grido di allarme, per una situazione di stallo che sta mettendo in grave difficoltà non solo centinaia di migliaia di professionisti, ma anche le loro famiglie. Un problema che è stato sottovalutato e che ha fatto montare una rabbia con pochi precedenti.

Lasciano trapelare alcuni promoter: “L’aumento all’80% è totalmente inadeguato e inutile sia per la maggior parte dei concerti già più volte rinviati (molti dei quali sold out e impossibili da riprogrammare senza dover scegliere arbitrariamente chi ha diritto di vedere lo spettacolo e chi no), sia per quelli futuri che necessitano di capienze al 100% e nessun distanziamento“.

Il grido d’allarme della musica dal vivo

L’attuale posizione del Cts appare non priva di contraddizioni e di ambiguità. In molti si chiedono, ad esempio, perché i concerti al 100% all’aperto siano stati permessi e le gare negli stadi invece siano al 75%. Apparentemente, un netto controsenso.

Diffidando di un mondo della politica che sembra oscurantista e menefreghista, il settore della musica dal vivo continua perciò ad alzare la voce e a chiedere capienze al 100%, grazie all’alta percentuale di copertura vaccinale e all’obbligo di Green Pass: “Fissare un obiettivo un obiettivo percentuale di popolaizone vaccinale e conseguentemente una data certa per la ripartenza non è più rimandabile, visto che oggi si può contare sullo strumento del Green Pass, ritenuto idoneo in qualunque altra forma di assembramento“. Un ragionamento che si conclude con un appello: il Governo prenda atto della posizione del settore, altrimenti si rischia la morte dell’intero comparto economico.

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ultimo aggiornamento: 29-09-2021


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