Sanremo 2020: l'analisi del cast dei cantanti in gara

Sanremo 2020: una prima analisi del cast giovane e ambizioso di Amadeus

L’analisi del cast di Sanremo 2020, annunciato da Amadeus a sorpresa il 31 gennaio 2019: ecco cosa pensiamo delle scelte effettuate dal direttore artistico.

Ho puntato su canzoni radiofoniche, hit potenziali anche su Spotify, non le classica canzone di Sanremo“, “Sono stato libero nelle scelte, non ho avuto pressioni dalle etichette discografiche“. Questi i due passaggi chiave della lunga intervista di Amadeus a La Repubblica del 31 dicembre 2019. Un’intervista in cui il direttore artistico ha svelato i nomi dei 22 artisti che si sfideranno sul palco dell’Ariston.

Un cast giovane, quello formato dal noto volto televisivo di casa Rai, con qualche sorpresa e molte scommesse ambiziose. Insomma, Amadeus guarda avanti, molto avanti, proprio come aveva fatto il suo predecessore Baglioni. Ma riuscirà a convincere i più scettici?

Amadeus: il cast di Sanremo 2020

Analizzare il cast di Sanremo dai soli nomi degli artisti in gara è operazione complessa e, a dirla tutta, di poca utilità. Anche se molti lo dimenticano, infatti, Sanremo è il Festival della Canzone italiana, non del cantante/personaggio. In altre parole, è la canzone ad essere al centro della manifestazione, non tanto chi la interpreta.

Fino all’ascolto dei brani, dunque, potremo avere un’idea vaga di quali siano state le scelte di Amadeus. E tuttavia è già possibile affermare che il direttore artistico ha voluto rischiare, come aveva già fatto Baglioni nel suo secondo Festival.

In molti avevano infatti ‘temuto’ un ritorno dei grandi artisti del passato sanremese in gara, grandi soprattutto come età. Ma di nomi molto navigati ce ne sono davvero pochi: i più esperti sono probabilmente Marco Masini, ex vincitore, alla nona partecipazione, e Michele Zarrillo, classe 1957 con alle spalle già dieci Festival.

Cantanti esperti, vero, ma non ‘vecchi’, di certo talentuosi, e con grande voglia di rivalsa dopo qualche anno di silenzio.

Marco Masini
Marco Masini

I cantanti in gara a Sanremo 2020: tante sorprese

Se lo scorso anno era stato lasciato ampio spazio alla quota indie (o simil-indie), quest’anno Amadeus sembrerebbe aver scommesso molto su rap e dintorni: ritroviamo Achille Lauro (che ormai non può essere più considerato solo un rapper, ma un cantautore privo di limiti di genere); c’è Anastasio, vincitore di X Factor 2018; c’è Junior Cally, che nel 2019 si è tolto la maschera, forse proprio in vista del Festival (dove sarebbe stato fuori luogo con il volto coperto); c’è Rancore, che lo scorso anno era salito sul palco al fianco di Daniele Silvestri, facendo tra l’altro un figurone.

Al di là del mondo hip hop, è però notevole la presenza di artisti amati specialmente dal pubblico più giovane: debuttano a Sanremo ex Amici come Riki, Giordana Angi e Alberto Urso; torna sul palco dell’Ariston, sempre per la cerchia del talent di Canale 5, Elodie, oltre a Enrico Nigiotti che di talent se n’è fatti un paio. Ma la vera sorpresa per quanto riguarda la quota ‘giovani’ è quella di Elettra Lamborghini, ex coach di The Voice. La regina del twerk, con all’attivo un album e poca esperienza, è pronta a far ricredere i più scettici sul palco più prestigioso d’Italia.

Elettra Lamborghini
Elettra Lamborghini

C’è poi una cerchia di artisti più maturi, di estrazione differente, pronti a innalzare la qualità musicale dell’evento: Irene Grandi, che presenterà con tutta probabilità un pezzo di Vasco Rossi; Levante, che si è sganciata dall’etichetta di cantante indie e realizza il suo sogno di partecipare al Festival; Paolo Jannacci, che si è trasformato in cantautore solo negli ultimi mesi, con risultati molto interessanti; Piero Pelù, che di Sanremo non è per nulla un esperto, essendoci stato solo un paio di volte come ospite; Raphael Gualazzi, vincitore di Sanremo Giovani nel 2011; Diodato, che ha già preso parte al Festival con risultati discreti.

Piero Pelù
Piero Pelù

Quota band occupata invece, come da pronostico, da Le Vibrazioni (che hanno partecipato anche al primo Festival di Baglioni) e dai bergamaschi Pinguini Tattici Nucleari, che faranno il loro debutto nel mainstream.

La più grande sorpresa è però il ritorno in gara di Morgan, che pure nei mesi scorsi non aveva avuto buone parole per la scelta di Amadeus come direttore artistico. L’ex coach di X Factor farà coppia con Bugo, uno degli artisti più eclettici della nostra scena cantautorale. Insomma, un duo scoppiettante da cui ci si può attendere qualunque cosa.

Di seguito Io mi rompo i coglioni di Bugo:

ultimo aggiornamento: 31-12-2019