Rispetto 6.1 di Lisa: un grido che richiama il mito

Domani, il 27 maggio, uscirà il nuovo album di Lisa, Rispetto 6.1: un lavoro molto intimo e dalla forte cifra cantautorale

Pensando a Rispetto 6.1, il nuovo album di Lisa, in uscita domani, venerdì 27 maggio, è spontaneo tracciare un parallelismo importante. Il tema del rispetto, che dà evidentemente il titolo al lavoro dell’artista, che torna alla discografia dopo alcuni anni di apparente silenzio, ha segnato una delle pietre miliari della storia della musica. Parliamo di Respect, la canzone incisa nel 1965 dal cantante statunitense Otis Redding, che è stata poi ripresa nel 1967 da Aretha Franklin diventando uno dei più grandi successi della cantante. Tanto che la canzone è oggi considerata tra le migliori dell’era del rock and roll e la versione di Aretha è alla quinta posizione nella classifica della rivista Rolling Stone delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi.

Ebbe, il valore del rispetto è anche il fil rouge che unisce tutti gli 11 brani di Rispetto 6.1, che declina il tema secondo ogni sfaccettatura, non solo di tipo sociale, grazie alla riflessione limpida, intima e personale di Lisa.

Rispetto 6.1: un viaggio tra le emozioni

Scopriamo più da vicino i brani di Rispetto 6.1: in Non è perfetto Lisa ci parla delle imperfette bellezze di una storia d’amore e poi con Al centro della vita Lisa ci trascina nei ritmi e nei colori del suo Sud. Rispetto è ovviamente il manifesto dell’album, una piccola parola per un grande significato. Ma ti prego scusami è invece la canzone dell’amore finito che rende ancora più intimo e profondo il lavoro dell’artista. Non a caso in Sono come sono Lisa si racconta nelle pieghe delle sue origini e delle sue contraddizioni, nella ricchezza delle proprie sfaccettature. Poi c’è il Grido… e c’è il Sorriso, anche quello che nasconde un dolore. E ancora Na na na, per un finale diverso e Gianni ama Mario, per un finale romantico in un mondo senza pregiudizi in cui l’amore è semplicemente amore.

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ultimo aggiornamento: 26-05-2016

Stefano Comella