Pink Floyd, Atom Heart Mother: il significato, la storia e le curiosità sul quinto album della band inglese, il ponte tra il loro periodo psichedelico e i classici del periodo progressive.

Tra gli album che hanno fatto grandi i Pink Floyd, Atom Heart Mother occupa un posto di rilievo. Lontano dai primi successi del periodo Barrett e dei fasti psichedelici, ma ancora distante dalla maturità prog dei concept album successivi, il quinto disco della band di Roger Waters rappresenta una svolta nella loro carriera, un punto di non ritorno che farà le loro fortune. Andiamo a scoprire alcune curiosità su questo capolavoro.

Pink Floyd, Atom Heart Mother: la storia e il significato

Dopo aver toccato l’apice della sperimentazione con l’ardimentoso Ummagumma, la band prese una decisione saggia: cambiare tutto, sound, immagine, stile. Ricostruirsi quasi dal nulla, senza dimenticare da dove si arrivava, ma scegliendo una strada diversa. Una svolta rischiosa, ma necessaria. Eppure, lavorare sull’album non fu semplice.

Roger Waters e Nick Mason dei Pink Floyd
Roger Waters e Nick Mason

Alla fine di un lavoro di giustapposizione di sezioni musicali differenti, venne fuori dapprima la title track, una lunga suite nata solo per quattro strumenti, poi diventata orchestrale, con l’ipnotico riff di fiati ideato da Gilmour. Dopo, venne tutto il resto, ovvero tre brani brevi d’ispirazione folk e di maggior semplicità, prima del finale psichedelico, concretizzato in una nuova suite molto differente rispetto a quella che dà il titolo al disco. Il risultato fu un album che univa rock sinfonico e sperimentalismo, faceva dialogare ispirazioni alla Moody Blues e Nice a quelle provenienti da artisti della scuola di Canterbury, con risultati ancora oggi di altissimo livello.

Atom Heart Mother: il significato della copertina

Di successo ancora maggiore rispetto alla musica fu la copertina dell’album. Per questo disco la band desiderava qualcosa di semplice, lontanissima dalle immagini space rock del periodo barrettiano. Si affidarono così al grafico Storm Thorgerson della Hipgnosis, che si recò così nelle campagne a nord di Londra per fotografare alcuni esemplari di vacca di razza frisona. Quella scelta era una splendida vacca di nome Lulubelle III, appartenente all’allevamento di Arthur Chalke.

Fu una copertina molto economica: costò solo 30 sterline. Quando il funzionario della EMI che si stava dedicando al progetto vide la cover scelta dalla band si rivolse con queste parole a Thorgerson: “Ma sei matto? Vuoi rovinare questa casa discografica?“.

Di seguito la cover con l’audio della title track:

Atom Heart Mother: le curiosità

– È uno dei primi album pubblicato per una major sulla cui copertina non compare il nome dell’artista.

– Il titolo di Atom Heart Mother nacque in maniera casuale. Fu pensato da Roger Waters su suggerimento di Ron Geesin, prendendo spunto da un articolo di giornale che parlava di una donna con un pace-maker atomico in attesa di un bambino.

– Il disco ricevette critiche sia positive che negative, ma con gli anni i membri della band hanno più volte dichiarato di non essere per nulla soddisfatti del risultato finale dell’album.

– Le due suite del disco vennero divise in varie parti perché all’epoca le band venivano pagate con le royalty in base all numero di tracce presenti nel disco.

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ultimo aggiornamento: 02-10-2020


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