Phil Rudd perde il ricorso in appello: l’ex AC/DC dovrà restare ai domiciliari

Perché i Green Day si chiamano così?

L’ex batterista degli AC/DC, Phil Rudd, ha perso il ricorso in appello e dovrà scontare gli arresti domiciliari.

Niente da fare per Phil Rudd: l’ormai ex batterista degli AC/DC ha perso l’appello dopo essere stato condannato, lo scorso mese di luglio, a otto mesi. Phil Rudd dovrà quindi restare ai domiciliari dopo la condanna per possesso di droga e per minacce: in particolare, Rudd avrebbe – secondo l’accusa – tentato di convincere un uomo ad ucciderne un altro. Nonostante l’ex AC/DC si sia riconciliato con la persona minacciata di morte e abbia fatto un percorso terapeutico, i giudici hanno bocciato il ricorso in appello e Phil Rudd dovrà continuare a scontare gli otto mesi ai domiciliari. Una misura restrittiva ma non troppo, visto che il giudice gli ha concesso di poter suonare, seppur in studio e sempre in Nuova Zelanda. Lì gli AC/DC chiuderanno il loro tour di successo: nelle intenzioni della band, come già trapelato negli scorsi mesi, non c’è quella di reintegrare Rudd.

Nel corso di un’intervista il batterista aveva espresso il desiderio di tornare con la band, sottolineando però come negli AC/DC ogni problema personale si debba risolvere senza nascondersi dietro il resto del gruppo. E ammettendo di aver tentato di risolverli è come se avesse fatto una sorta di appello, stavolta di tipo diverso, che i suoi ex colleghi non sembrano però aver raccolto.

Se ti è piaciuta la notizia, condividila sui social!

ultimo aggiornamento: 06-10-2015

Ivana Crocifisso