Noel Gallagher, Who Built The Moon? Il cantante si racconta

Noel Gallagher, da Who Built The Moon alla musica d’oggi. E non manca una staffilata alla musica moderna.

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A pochi giorni dall’uscita del suo prossimo album, Who Built The Moon? Noel Gallagher è tornato a parlare al grande pubblico presentando il suo ultimo lavoro e rifilando un paio di stoccate ai musicisti dei giorni nostri.

Noel Gallagher, il racconto del nuovo album

Noel Gallagher ha presentato il suo disco come una rivoluzione musicale, una rottura netta verso il passato: “Il produttore David Holmes mi ha vietato di arrivare in studio con cose già scritte e se facevo qualcosa che sembrava troppo Oasis la scartava. Mi ha fatto scoprire uno spirito di avventura che pensavo di non avere. Lo definirei cosmic pop. Titolo? Ho preso quello di un libro su una teoria cospirazionista secondo la quale la luna è stata messa lì da qualcuno. Non ci credo, l’autore ha visto troppe volte Star Wars magari fumando qualcosa… però è un titolo fortissimo per un disco“.

Who Built The Moon sembra rappresentare, stando alle parole di Noel Gallagher, un cambio di rotta verso il rock n’roll, un esperimento che promette bene: “Questo è il disco più rock and roll che abbia mai fatto. Il r’n’r non è avere un giubbotto di pelle, bere Jack Daniel’s e fumare. Per me è la libertà di fare quello che vuoi“.

‘Il rock uccide il rock n’roll

Segue una frecciatina molto in stile Noel Gallagher sullo stato della musica, argomento sul quale in noto cantante non sembra poi così ottimista: “Il rock ha ucciso il rock and roll. A parte U2, Kasabian e pochi altri vedo solo gente che urla. Foo Fighters, Queens of the Stone Age, Green Day… shhh, abbassate la voce… E poi vedo gente che si tinge i capelli e si riempie di orecchini e tatuaggi: a che serve?“.